Vittime della giustizia, una Fondazione in Consiglio regionale

Ecco il soggetto voluto da Giuseppe Gulotta, 22 anni ingiustamente in carcere: "Chiediamo 60 milioni"

La Fondazione "Giuseppe Gulotta" nasce per “dare voce agli ultimi”, contribuire a rivelare errori giudiziari, “creare un contraltare allo strapotere della magistratura giudicante”. Diventa ora realtà il proposito del fondatore, Giuseppe Gulotta, che ha trascorso 22 anni in carcere, condannato ingiustamente all’ergastolo, poi riabilitato, risultato innocente a seguito della revisione del processo e risarcito dallo Stato con oltre sei milioni di euro. La fondazione è stata presentata questa mattina in Consiglio regionale.

“L’abbiamo tanto voluta per dare voce a chi come me finora non l’ha avuta”, dice Gulotta. “Cercheremo di provare l’innocenza di persone che stanno pagando per qualcosa che non hanno commesso. Ce ne sono tante in carcere. Stiamo seguendo il caso di una donna di Lecce, condannata all’ergastolo per la morte del marito. A nostro giudizio, non c’entra nulla”. L’idea della Fondazione, racconta Gulotta, è nata durante il processo di revisione. "Il mio augurio è che l’esperienza che ho vissuto possa essere d’aiuto ad altre persone per portarle fuori dal carcere e restituirle alla vita sociale”, ha aggiunto.

“Le istituzioni che rappresento sono fortemente vicine a questa iniziativa di Giuseppe Gulotta, che ha vissuto sulla sua pelle un caso clamoroso di malagiustizia”, dice il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani. La Fondazione, osserva Giani, “si propone finalità di interesse generale: promozione della cultura giuridica, tutela dei diritti umani e civili, sensibilizzazione civica sugli errori giudiziari, ricerca scientifica e formazione sugli strumenti processuali per la revisione di sentenze penali per la riparazione di ingiustizie; tutela dei diritti del detenuto, anche attraverso la creazione di un organismo teso alla verifica delle condizioni effettive di detenzione in Italia e all’estero”. Avrà sede a Firenze, Giani vorrebbe che fosse ospitata nel palazzo del Pegaso: “Non sono io a decidere, è una competenza della Giunta, però farò il possibile. Mi sembra giusto dare il segno della sussidiarietà della Fondazione con le istituzioni”.

La Fondazione offrirà alle persone ingiustamente condannate la possibilità di avviare la procedura di revisione. Sarà presieduta dallo stesso Gulotta, che ha donato parte del risarcimento al finanziamento della stessa. Gli avvocati Baldassare Lauria e Pardo Cellini – che ha loro volta hanno contributo con donazioni alla costituzione della Fondazione – hanno già pronta un ulteriore richiesta di risarcimento per Gulotta: “Il risarcimento dovrà essere quantificato – dice Pardo Cellini, quello attuale è un primo passaggio, una sorta di indennità. Noi abbiamo chiesto una cifra vicina 60milioni di euro. La richiesta rimane”. 

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