Rifiuti: ecco l'app per smascherare il traffico illecito

Protocollo d'intesa della Camera di Commercio con Procura, Ministero dell'Ambiente, Carabinieri, Forestale e Arpat

Tracciare i rifiuti toscani dal produttore fino all’impianto di smaltimento e monitorare le autorizzazioni al trasporto in tempo reale anche grazie a un’app disponibile per le forze dell’ordine. Sono queste le novità contenute nel protocollo d’intesa firmato questa mattina in Camera di Commercio di Firenze dal presidente Leonardo Bassilichi con Giuseppe Creazzo (procuratore della Repubblica di Firenze), Eugenio Onori (presidente Albo Gestori Ambientali - Ministero dell’Ambiente), Massimo Planera (capitano del NOE Carabinieri di Firenze), Umberto Centobuchi (maggiore del NOE Carabinieri di Grosseto), Luigi Bartolozzi (comandante di Firenze del Corpo Forestale dello Stato), Marcello Mossa Verre, (direttore generale facente funzione ARPAT) e Alberto Bartolozzi (presidente Albo Gestori Ambientali - Toscana).

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Camera di Commercio di Firenze da oggi mette a disposizione delle forze dell’ordine un’app per smartphone, novità assoluta, creata dalla società camerale Ecocerved, che entra nelle dotazioni dalle pattuglie operanti sul territorio. Queste, controllando un mezzo che trasporta rifiuti, possono ora semplicemente scattare la foto alla targa, ottenendo in tempo reale tutte le informazioni necessarie sulle autorizzazioni rilasciate per quel traportatore. 
Il protocollo porta vantaggi diretti anche al sistema delle imprese: la formazione necessaria per la consultazione dei dati sarà uguale per tutti, verrà eseguita da personale camerale e permetterà un confronto fra i soggetti coinvolti relativamente ai metodi di controllo, a tutto vantaggio dell’uniformità d’interpretazione delle norme. Infine, l’accesso allargato alle banche dati rappresenta un precedente utilizzabile anche da altre amministrazioni. 

"Gli organi di controllo, e in particolare chi svolge attività investigativa, hanno necessità di reperire una grande mole di dati in tempo reale e in piena riservatezza, noi siamo nella condizione di garantire loro la piena autonomia di accesso, saltando tutte le trafile burocratiche, a importanti database che gestiamo per conto del Ministero dell’Ambiente - ha sottolineato Leonardo Bassilichi -. Allo stesso tempo la legalità costituisce motore di sviluppo economico formidabile per tutte le imprese sane che rispettano le regole e per questo siamo in prima linea nel difenderla».

In particolare, l’intesa prevede l’accesso immediato e senza restrizioni da parte di Procura, NOE (Nucleo Operativo ecologico) dei Carabinieri, ARPAT e Forestale alla banca dati MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), che traccia a livello nazionale il flusso dei rifiuti evidenziando tipologie e quantità, rendendo così possibile l’individuazione di eventuali incongruenze. Stesso accesso è garantito alla banca dati dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, che contiene le autorizzazioni rilasciate per il trasporto dei rifiuti, con indicazione dei singoli mezzi, nonché i nulla osta per la commercializzazione dei rifiuti e per le bonifiche dei siti, compresi quelli contenenti amianto.

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