Addio fiaccherai, gli ultimi rimasti: “Noi sotto attacco dei fanatici, allora fateci fare i tassisti” / FOTO

Sempre più vicina l'approvazione della norma nazionale che vieta la circolazione in città ai veicoli trainati dagli animali

Se ne parla da tempo, ora è in dirittura d'arrivo l'approvazione della norma che vieta la circolazione in città ai veicoli trainati dagli animali.

Ieri è stato approvato in commissione alla Camera l'emendamento, proposto dal Movimento 5 Stelle, che vieta appunto tali veicoli, che potranno invece circolare in parchi e riserve naturali (e in particolari occasioni e ricorrenze dopo apposita autorizzazione del comune).

“Se verrà approvata la legge? Smetteremo di lavorare, questo è sicuro. A Firenze in pratica potremmo stare solo alle Cascine. Non avrebbe senso, lì nessuno ti ferma per fare un giro in carrozza, i turisti li 'prendiamo' in centro”, spiegano i fiaccherai fiorentini.

La norma viene accolta con favore da varie associazioni animaliste, che in passato hanno duramente protestato contro l'utilizzo dei cavalli ed hanno accusato i fiaccherai di maltrattamenti. Un'accusa rispedita al mittente.

“Hanno fatto una campagna contro di noi. Dicono che trattiamo male i cavalli, non è vero, loro sono tutto per noi”, assicura Claudio, con altri colleghi oggi in 'pausa pranzo' (un 'primo' consumato sulla carrozza) in piazza Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio.

Dal Comune, a parte la contrapposizione di alcuni fa, quando balenò l'idea di uno stop in piazza Signoria e nelle aree pedonali, poi saltata, nei loro confronti c'è sempre stata apertura.

Molti attacchi sono invece arrivati tramite social. “Ci danno addosso per 'partito preso', spesso dei fanatici, che non sanno nulla di come effettivamente si svolge il lavoro. Ognuno di noi (i fiaccherai fiorentini, tutti con licenza concessa dal Comune, sono rimasti in 12, ndr) ha due cavalli, li facciamo lavorare un giorno per uno, proprio per garantire loro il riposo. E non stiamo in strada più di 6/7 ore al giorno, in tour di 20 minuti, ma naturalmente spesso siamo in sosta, in attesa dei clienti”, dice ancora Claudio, fiaccheraio dal 2002, quando prese la licenza dal padre.

Anche Andrea l'ha 'ereditata' dal padre, 8 anni fa. “Facciamo star male i cavalli? Sono cattiverie, falsità”, dice prima di far salire a bordo una famiglia di origine asiatica. Il prezzo è di 50 euro per un tour.

In sosta all'ombra c'è anche Roberto Susini. Lui la licenza se l'è presa 25 anni fa. “Ero contadino. Quando mia moglie non ha più potuto aiutarmi ho iniziato questo lavoro. M'è rimasto un pezzettino di terra all'Isolotto e i cavalli, Pamina e Odino, li tengo accanto a casa”, racconta. Gli altri la sera li portano alle scuderie delle Cascine.

“Il mio io l'ho fatto, ho 72 anni. Ma ho una figlia di 41 anni disoccupata. Se passa questa legge il lavoro per noi è finito. Allora fatecene fare un altro, cambiateci la licenza con una da tassista, così la passo a mia figlia che finalmente potrà lavorare”, aggiunge Susini.

A fianco dei fiaccherai è schierato il consigliere regionale di Forza Italia Marco Stella. “Sono parte dell'identità culturale e della tradizione. Non è con provvedimenti del genere che si tutelano gli animali, ma applicando la legge, visto che - sottolinea Stella -, già ci sono norme che impongono massimo 8 ore di lavoro per gli equini e vietano la circolazione delle carrozze a trazione animale con temperature sopra i 35 gradi”.

Appare però poco probabile, anche viste le perenni difficoltà del governo giallo-verde a trovare compromessi, su qualsiasi cosa, che ci siano modifiche all'intesa trovata sul testo. Che, come detto, la prossima settimana approderà alla Camera. Tra i fiaccherai c'è amarezza e disillusione. Tutti chiedono una sola cosa: “Ci dispiace lasciare questo lavoro, ma almeno garantiteci la possibilità di averne uno nuovo”.

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