Festa della polizia penitenziaria. Dentro la cerimonia, fuori la protesta | FOTO

Durante la celebrazione della festa della polizia penitenziaria all'interno del carcere di Sollicciano i sindacati hanno protestato con fischi e slogan all'indirizzo del Provveditore

Festa della polizia penitenziaria 2012

“Despondere spem munus nostrum” il motto a cui tengono fede gli agenti della polizia penitenziaria ieri raccolti nella grande “arena” del carcere di Sollicciano per festeggiare la 195° festa regionale del corpo. Non è un caso si sia svolta tra le mura dell’istituto penitenziario, una sobrietà imposta dal momento storico del Paese.

Ai festeggiamenti hanno partecipato i vertici istituzionali come prefetto, questore, oltre a rappresentanti politici e religiosi come l’arcivescovo, ora porporato, Giuseppe Betori. Chiaro, non mancano i big delle forze militari e della magistratura. Assenti? I sindacati. Che armati di fischietti, e striscioni, roboavano fuori dalle alte cancellate del carcere con canti e slogan. Intanto lustrini e stellette risplendevano sotto il sole martellante. Dentro gli agenti in alta uniforme, fuori, in abiti rigorosamente civili, i rappresentanti di S.A.P.P.e. SinaPPe, Ugl e Cgil.

Alla base della protesta il sovraffollamento e le sue conseguenze, problemi noti, e condivisi, sia dai sindacati sia dal provveditore regionale. Quest'ultima figura nel mirino dei rappresentanti di categoria.

Il “padrone” di casa, il direttore di Sollicciano dott. Oreste Cacurri, apre le celebrazioni davanti agli uomini in divisa; alle sue spalle il palco d’onore. E subito arriva l’appello contro le difficoltà e contro quel concentramento anomalo che affliggono Sollicciano. Poi i discorsi delle autorità presenti e non, come quello del Presidente Napolitano, in omaggio alle divise blu notte.

DATI – Durante la cerimonia sono stati  riportati i dati della popolazione carceraria in Toscana. Si consideri che a Sollicciano, l'istituto più grande della Regione, il problema della marea di arrestati è endemico: i detenuti sono in pratica il doppio del consentito. A risentirne oltre ai carcerati, nel 2011 in Toscana oltre il 10% in più di eventi “critici”, la mannaia del sovraffollamento si abbatte anche sul personale carcerario in deficit di oltre il 27% di unità.



PROTESTA – “Da un anno chiediamo la rimozione del provveditore regionale oramai a fine carriera", sbotta Francesco Falchi vicesegretario regionale del Sappe. "Ci sentiamo abbandonati”, continua. E ancora: “Oltre alle difficoltà di mezzi e organico - racconta indicando le robuste mura della prigione - non ci sono circuiti differenziati per i detenuti. E’ un calderone, un girone dantesco”.

Ma è lo stesso provveditore, ormai da un quinquennio, dott. Maria Pia Giuffrida, a tendere la mano durante il corposo discorso di chiusura: “Apprezzamento per le organizzazioni sindacali nell’auspicio di rinnovare e consolidare  un dialogo costruttivo”.  Arriva il “rompete le righe”, stavolta nel vero senso della parola.

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