False fatture: altra condanna per il 're degli outlet' Luigi Dagostino

L'imprenditore pugliese era già stato processato e condannato in un altro procedimento, insieme a Tiziano Renzi

Nuova condanna per false fatture a carico dell'imprenditore Luigi Dagostino, il 're degli outlet' originario di Barletta (BAT), già processato (e condannato in primo grado a 2 anni) assieme a Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Matteo, del quale è stato anche socio, in un altro processo per false fatture. Oggi, il gup del tribunale di Firenze Silvia Romeo gli ha comminato una pena di 1 anno e 11 mesi.

Dagostino è stato tuttavia assolto dal reato di autoriciclaggio, con la formula "perché il fatto non sussiste". Per l'ex socio di Tiziano Renzi, il sostituto procuratore Christine Von Borries aveva chiesto una condanna a 5 anni e 10 mesi per fatti relativi all'acquisto, all'asta, di Villa Banti. Immobile che, secondo le accuse, sarebbe stato rilevato dopo un giro di acquisti di quote tra società dello stesso Dagostino. 

"Per le false fatture e le operazioni inesistenti per un importo di oltre 5 milioni di euro, Dagostino aveva definito la propria posizione mediante speciali procedure conciliative e di adesione" sottolinea il suo legale, l'avvocato Alessandro Traversi. La pena finale ha tenuto conto, quindi, della "speciale attenuante dell'intervenuto pagamento del debito tributario e con la diminuente del rito" ha aggiunto Traversi. Dagostino aveva scelto il rito abbreviato.

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