Sesto Fiorentino: bloccata un' impresa cinese, aveva evaso per 9 milioni

Bloccata un impresa cinese reticente all'evasione fiscale. Appariva ogni due anni, grazie a dei prestanome, per poi sparire lasciando ricavi e iva mai dichiarati. Il capo di tutto un cinese di 40 anni

Di facciata la titolare era una cinese di 63 anni a cui sarebbero imputabili ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette di 8,2 milioni di euro, mentre l'IVA dovuta, mai versata, è risultata pari a 823.000 euro.

La Gdf ha però scoperto un raggiro fatto di prestanome e facciate. Infatti il titolare vero era un cinese quarantenne, parente della donna, che più volte aveva aggirato il fisco con aziende che nascevano e morivano in un paio di anni spostandosi in Cina insieme a tutti gli atti dell'azienda in modo da risultare di fatto non - rintracciabilI.

ACCUSE - Gli articoli di cuoio, in pelle e articoli da viaggio venivano venduti all'ingrosso evadendo tutti i dazi doganali.
L'impresa sottoposta a verifica aveva come unico scopo quello di interporsi nelle operazioni commerciali gestite dal cinese, con un duplice ruolo:
- da una parte serviva a ricevere merce dalla Cina, evadendo i dazi doganali mediante la presentazione, in dogana, di documenti di importazioni di merci indicanti quantità e qualità dei beni con un valore notevolmente inferiore rispetto a quello effettivo;
- dall'altra parte provvedeva a cedere la merce importata alla società "legale" del cinese (titolare di fatto). Le fatture emesse dalla cartiera erano "gonfiate", al fine di abbattere i ricavi della società regolare, che otteneva merce dalla Cina a costi molti bassi, senza dichiarare redditi


ACCERTAMENTI - Gli accertamenti sono stati attivati a seguito di indagini di polizia giudiziaria svolte nell'anno 2009 dal Nucleo di polizia tributaria di Firenze su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Le attività investigative, all'epoca, avevano portato alla luce un'organizzazione criminale, capeggiata da un soggetto cinese (40enne) che importava merci
dalla Cina (capi di abbigliamento) in evasione dei dazi doganali. La merce, successivamente, era commercializzata in Italia in evasione di II.DD. ed IVA.

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