Estremismo di destra: perquisizioni e due arresti nel Senese. Un indagato: "Noi siamo aldilà di CasaPound e Forza Nuova" / FOTO-VIDEO

Operazione della Dda di Firenze e Siena. Sequestrati esplosivi e munizioni. 12 indagati, volevano far saltare in aria la moschea di Colle Val D'Elsa

Una vasta operazione della polizia di Stato di Firenze e Siena, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso il tribunale di Firenze, è in corso nei confronti di dodici persone appartenenti agli ambienti dell’estremismo di destra, indagati per detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un’associazione eversiva. Dall’alba, gli agenti della Digos delle questure di Firenze e Siena, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione - Ucigos, stanno eseguendo numerose perquisizioni in abitazioni, capannoni e uffici nella provincia di Siena. Le persone coinvolte nell'operazione avrebbero inneggiato all'odio razziale e al nazifascismo. Gli indagati sarebbero tutte persone adulte, senza precedenti penali. Tre di loro lavorano per la banca MPS di Siena. Due gli arrestati.

Nel mirino degli estremisti, è stato ricostruito dagli investigatori, c'era innanzitutto la moschea di Colle Val D'Elsa. L'intenzione era quella di farla saltare in aria con una condotta del gas: il retroscena emerge dalle intercettazioni. L'azione non venne portata a termine perché l'indagato al centro dell'inchiesta, Andrea Chiesi, 60 anni, nostalgico delle SS ed esperto di armi ed esplosivi, sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti vicino all'edificio: “Noi, come ci si move, noi siamo no guardati a vista... di più!”.

L'inchiesta che vede 12 indagati – tutti senesi, alcuni dei quali possessori di molte armi regolarmente detenute - sono partite da alcune conversazioni intercettate dagli investigatori della Digos di Firenze e Siena sui social network come Facebook e Instagram. Notevole la quantità di materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni odierne, materiale che dovrà essere ora attentamente analizzato. Nelle perquisizioni (in case, uffici e magazzini a Siena, Sociville, Colle Val D'Elsa, Rapolano Terme) sono intervenuti anche gli artificieri: secondo le prime informazioni, sarebbero stati trovati esplosivi e residuati bellici in uno dei luoghi visitati dagli investigatori della polizia. Per questo ci sono stati due arresti, nei confronti di Andrea Chiesi e del figlio Yuri, 22 anni.

Tra gli indagati ci sono infatti anche la moglie e il figlio di Andrea Chiesi, ritenuto l'elemento di spicco del gruppo. Sul profilo social della donna, Sabrina Vannini, 52 anni, sono state pubblicate foto del marito davanti alla tomba di Mussolini a Predappio. Gli altri indagati sono: Ercolano Cardinali, Marco Alessandro De Caprio, Alessandro Meniconi, Stefano Landozzi, Stefano Mori, Renato Vanzi, Claudio Stanghellini, Alessandro Antonelli e Giorgio Bartoli.

“Se devo tirare una pistolettata non mi faccio problemi.. la destra estrema è una filosofia di vita", diceva, nelle conversazioni intercettate, Andrea Chiesi. Il 60enne nostalgico delle SS (che fingeva si sparare ai cartelli dell'Anpi, frequentava poligoni di tiro con moglie e figlio, postava canzoni naziste e foto mentre indossava t-shirt della X Mas o faceva il saluto romano) aveva l'abitudine di recuperare esplosivo da ordigni inesplosi ritrovati. “Sto preparando i silenziatori per mezza Siena” diceva intercettato al telefono.

I membri del partito 'Mis - Movimento idea sociale', di cui l'uomo si diceva segretario, si chiamavano fra loro “camerati” e dai colloqui intercettati emerge che avevano idea di costituire una “struttura qualificata pronta per ogni evenienza”: una sorta di “guardia nazionale repubblicana” chiamata a intervenire “arma alla mano, senza chiamare le forze dell'ordine e fare giustizia sommaria”. Per fare questo, secondo un altro indagato, bisognava che i militanti fossero “addestrati, anche se una roba in mano (un'arma, ndr) la sanno tenere”.

“Al momento non abbiamo riscontri di correlazioni con formazioni politiche di estrema destra già esistenti”. Così il procuratore capo di Firenze e della Dda Giuseppe Creazzo. “La perquisizione - ha aggiunto Creazzo - è il primo atto di un'inchiesta da sviluppare”. Il gruppo d'altronde diceva: “noi siamo aldilà di CasaPound e Forza Nuova”. E non nutriva simpatia “né per Salvini né per la Meloni”.

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