Esaote: no agli esuberi, i lavoratori proclamano 4 ore di sciopero

Mirko Zacchei, della Fim-Cisl Firenze e Prato: "la proposta dell'azienda è irricevibile: il piano prevede 31 esuberi, 22 trasferimenti a Genova dei dipendenti del settore ricerca e uno spezzatino dell’azienda ancora tutto da chiarire"

Quattro ore di sciopero e proclamazione dello stato di agitazione. E’ quanto deciso dall’Assemblea dei lavoratori Esaote dello stabilimento fiorentino svoltasi stamani. Le prime due ore di astensione dal lavoro sono state attuate questa mattina stessa, con i lavoratori che hanno effettuato un presidio davanti alla sede di via di Caciolle e altre due ore saranno effettuate domani.

L’agitazione è stata proclamata da Fim, Fiom e Uilm per dire no agli esuberi e allo spacchettamento contenuti nel piano industriale illustrato dall’azienda nell'incontro svoltosi ieri a Genova.

“La proposta dell’azienda - ha detto Mirko Zacchei, della Fim-Cisl Firenze e Prato - è irricevibile per due motivi: perché quello che ci è stato presentato è un piano industriale che non parla assolutamente di sviluppo e perché scarica tutte le responsabilità delle scelte sbagliate del management sui lavoratori.”

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“Su Firenze - ha proseguito Zacchei - il piano prevede 31 esuberi, 22 trasferimenti a Genova dei dipendenti del settore ricerca e uno spezzatino dell’azienda ancora tutto da chiarire. Si perderebbero così posti di lavoro ad elevatissima qualificazione senza peraltro una logica o un progetto che guardi al futuro. Non si tratta cioè di fare sacrifici dolorosi per rimettere in carreggiata l’azienda, ma di scaricare su chi ha lavorato le conseguenze di una gestione non accurata, che ha continuato ad accumulare passivi pesanti (10 milioni di euro solo nel primo quadrimestre 2014) a fronte di decine di milioni di euro di materiale in stock”.

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