Caos esami, nove mesi per un'ecografia: "Mancano gli specialisti"

A Firenze lunghe attese per prostata e reni, ad Empoli tempi più brevi. Prenotazioni: "C'è scarsa informazione"

Foto di Chokniti Khongchum da Pixabay

A Firenze si devono aspettare nove mesi per un'ecografia all'addome inferiore. A meno che l'esame non sia urgente. E' il risultato del monitoraggio sui tempi d'attesa effettuato dalla Ausl Toscana centro e comunicato a FirenzeToday dopo le segnalazioni di alcuni utenti.

In particolare, uno di questi, ha scritto al nostro giornale di aver ottenuto un appuntamento per settembre 2020 per un'ecografia prostatica transrettale. E quindi con un'attesa di un anno. Secondo i dati, però, basterebbe spostarsi ad Empoli per aspettare molto meno: il report dice che a dicembre 2019 si può avere l'appuntamento.

Il caso in esame sarebbe un cosiddetto "primo accesso" per il quale, tra l'altro, sarebbe potuto scattare il piano del "modello competitivo", attivato a settembre dall'Azienda sanitaria: quando il sistema aziendale non è in grado di garantire la prestazione il paziente può accedervi presso gli istituti privati accreditati e convenzionati.

Così, dando disponibilità a spostarsi nel territorio dell'Asl Toscana centro, che comprende anche Pistoia, Prato, Empoli e la Valdinievole, avrebbe potuto effettuare l'esame entro pochi giorni alle stesse condizioni economiche del sistema sanitario nazionale. Esami che si possono fissare grazie alla piattaforma già funzionante "Prenotafacile" (con numeri sempre in crescita fino ad oltre 200 prenotazioni al giorno, secondo i numeri diffusi dalla Ausl), ma solo con ricetta bianca (dematerializzata).

Un sistema che, come spiega il direttore del Cup della Ausl Toscana Centro Leonardo Pasquini, "è gradito da un numero sempre crescente di utenti, e sta consentendo un importante abbattimento delle liste d'attesa"

Però evidentemente in questo caso qualcosa è andato storto: il medico di base ha prescritto l'esame con la tradizionale ricetta rossa. "Sono andato in farmacia e mi hanno detto che prima di un anno non era possibile fare l'ecografia", racconta il signor Giuseppe, che ci ha segnalato il caso. "Nessuno lì mi ha detto che c'era questa possibilità, io non ho indicato limiti geografici per effettuare l'esame", aggiunge. 

Il paziente si è quindi rivolto al privato: "Così posso farlo la prossima settimana, pagando però 90 euro". Insomma, nonostante strumenti e risorse messe in campo dalla Regione e dalla Asl per ridurre le liste d'attesa, i risultati non sempre arrivano. 

Gli utenti fanno evidentemente fatica a rimanere sempre aggiornati sui cambiamenti, e la stessa cosa pare accadere a medici ed operatori, come i punti "Prenotafacile" (tipo le farmacie) chiamati a gestire le richieste per gli esami, che non sempre sono in grado di indirizzare i pazienti in modo corretto.

"Il problema dell'organizzazione è sempre stato un tallone d'achille - spiega Simone Baldacci della Fp Cgil - manca il collegamento, soprattutto con i medici di base che sarebbero i più adatti a rappresentare il punto di raccordo".

"Le attese si sono ridotte grazie ad investimenti che negli ultimi tempi ci sono stati, di diversi milioni di euro - aggiunge il sindacalista - ci sono esami più rapidi, come le ecografie e risonanze più comuni, mentre è più difficile trovare posto in quelli per osservare prostata e reni: servono specialisti più qualificati dei quali c'è carenza nel sistema sanitario pubblico".

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