Strage di Monte Morello: la Corte di Appello conferma gli ergastoli ai nazisti

I giudici hanno confermato l'ergastolo a Erich Koeppe e Helmut Odenwald, che il 10 aprile del 1944, lunedì di Pasqua, diedero vita strage: 14 i morti tra i comuni di Sesto Fiorentino, Vaglia e Cerreto Maggio

Ergastolo confermato per i 95enni Erich Koeppe e Helmut Odenwald: la Corte di Apello di Roma non ha fatto sconti ai due ufficiali della Wehrmacht, membri della divisione corazzata "Hermann Goering", il primo tenente, l’altro capitano, che il 10 aprile del 1944, lunedì di Pasqua, diedero vita "strage di Monte Morello". Un eccidio dove persero la vita sette cittadini di Sesto Fiorentino (Aurelio Bonaiuti, Olimpio Bruschi, Orlando Bruschi, Angelo Covini, Brunetto Fanelli e Renzo Lamporesi, tutti di età compresa tra i 18 e i 38 anni), rastrellati in una chiesa vicino a Ceppeto, durante una funzione religiosa, e poi fucilati. Poco dopo, tra le località di Cerreto Maggio e Vaglia, i due si ripeterono: rastrellarono e presero altri sette uomini, poi trucidati (Fortunato Sarti, Savinio Biancalani, Aurelio Sarti, Gabriello Mannini, Silvio Rossi, Giovanni Biancalani, Cesare Paoli).

“Questa sentenza- ha commentato il sindaco di Sesto Fiorentino, Sara Biagiotti- rende finalmente giustizia a vittime innocenti della ferocia nazista. Confermando la condanna all’ergastolo per gli ufficiali della Wehrmacht, Erich Koeppe e Helmuth Odenwald, la I Sezione della Corte d’Appello di Roma ha finalmente chiuso una vicenda che si trascinava ormai da troppi anni e ha sancito di fatto il principio che i crimini contro l’umanità non possono perdersi nell’oblio”.

Nel 2011 il tribunale di Verona aveva ritenuto i due imputati responsabili del reato di concorso in violenza con omicidio contro privati pluriaggravata e continuata, condannandoli anche al pagamento di una provvisionale di 50.000 euro al Comune di Sesto Fiorentino, costituitosi parte civile insieme alla Regione Toscana, alla Provincia di Firenze e al Comune di Vaglia. La sentenza era stata annullata dalla II sezione della Corte di Appello del Tribunale di Roma e, dopo l’istanza di ricorso alla Procura militare, presentata dal Comune di Sesto Fiorentino e dalle altre realtà istituzionali, un pronunciamento della Corte di Cassazione aveva disposto un nuovo giudizio in appello.  

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