Enrico Rossi: "Legalizzare la cannabis"

Il presidente della Toscana sulla proposta ferma in parlamento dal 2015: "Sarebbe immediatamente stroncato il mercato oggi in mano a mafie e criminalità"

Legalizzare la marijuana come modo per stroncare il mercato illegale oggi in mano alle mafie e alla criminalità organizzata. A due settimane dalla morte di Marco Pannella, storico sostenitore della legalizzazione, è il presidente della Toscana Enrico Rossi a rilanciare l'argomento e invitare ad accelerare i tempi di una proposta, sostenuta da oltre trecento parlamentari non solo della maggioranza, ferma in Parlamento dal 2015.

"Il Parlamento dovrebbe calendarizzare velocemente la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis presentata alla Camera un anno fa - afferma Rossi -. Il primo risultato sarebbe stroncare immediatamente il mercato oggi in mano alle mafie e alla criminalità organizzata. La legalizzazione porterebbe ad avere una filiera interamente controllata e censita, come è per l'alcol e il fumo. E come per l'alcol e il fumo potremo anche avviare progetti di scoraggiamento all'uso ed abuso di cannabis".

"C'è una contraddizione evidente nella situazione che viviamo oggi - prosegue Rossi -. La marijuana è illegale ma di fatto la puoi trovare, come ogni droga nel senso più lato, ad ogni angolo di giardino. E' come se fosse 'liberalizzata'. L'Italia è uno dei paesi dove è più facile reperire droga".

La Regione Toscana è stata apripista nel facilitare l'uso della cannabis a fini terapeutici, rendendo meno farraginose le procedure finora previste dal decreto Turco. La cannabis viene infatti utilizzata nella terapia del dolore di malati colpiti da tumore e fanno chemioterapia o che sono affetti da distrofie muscolari: aspettare tre o quattro mesi, come succedeva prima, per avere il farmaco erano tempi eccessivamente lunghi in certi casi.

Con la legge approvata dal consiglio regionale nella scorsa legislatura i tempi si sono sveltiti, ai farmacisti è stata data la possibilità di confezionare prodotti galenici ed è stata fatta anche formazione ai medici di base. La Toscana ha anche coinvolto l'istituto farmaceutico militare di Firenze, che ad agosto, sia pur all'interno di un progetto ancora sperimentale, uscirà con i primi farmaci fino ad oggi acquistati in Canada e Olanda.

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