Qualità edilizia scolastica: Firenze prima tra le grandi città

Legambiente presenta l'indagine Ecosistema Scuola, Firenze 14esima in classifica ma prima tra le grandi città. Ferruzza: "Timidi passi avanti, ma non basta"

"La 'buona scuola' ha bisogno di un cambiamento vero. I primi timidi passi avanti arrivati con la pubblicazione dell’attesa anagrafe scolastica e lo stanziamento da parte del Governo di maggiori fondi per manutenzione e messa in sicurezza degli edifici sono un buon inizio ma non bastano". Lo dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, presentando i dati del XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l’indagine annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia (quest'anno mancano però i dati per Prato).

Firenze è 14esima in classifica generale, ma prima a livello nazionale tra le grandi città, seguita da Livorno (20º posto), Arezzo (20º), Siena (23º), Pistoia (39º), Massa (48º), Grosseto (65º), Lucca (72º), Pisa (75º), città quasi tutte a metà e fine classifica.

Non proprio giovani le scuole toscane: il 72,9% degli edifici è stato costruito prima del 1974. Realizzati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni nel 54,2% degli edifici scolastici toscani, percentuale superiore alla media nazionale. Tuttavia nel 2014 l'investimento per manutenzione straordinaria si è fermato sotto la media, mentre quello per ordinaria si è confermato sopra.

Pisa e Firenze sono nella top ten dei comuni che investono mediamente di più per ciascun edificio in manutenzione straordinaria. Gli interventi hanno interessato anche la messa in sicurezza e l’acquisizione delle certificazioni di agibilità, igienico-sanitaria, impianti elettrici a norma.

Il 53% degli edifici scolastici toscani è raggiungibile con lo scuolabus. Il pedibus viene attivato per lo 0,8% mentre il 4,7% presenta piste ciclabili nelle aree antistanti. Il 53,8% somministra pasti interamente bio, mentre la media nei pasti è del 75,6%. Pisa la città dove in tutte le mense vengono garantiti pasti 100% bio.

La raccolta differenziata è inferiore alla media, tranne che nelle scuole di Massa dove, invece, viene praticata per qualsiasi tipo di materiale. Le città toscane ci restituiscono un dato sulle rinnovabili di poco sotto la media con il 12,7% di edifici con impianti, tra questi ben tre su quattro ospitano il solare fotovoltaico. Sono Siena ed Arezzo ad emergere su questo fronte. Tutti i comuni hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici con l'8,7% con casi certificati. Bassi i monitoraggi sulla presenza di radon svolti dal solo comune di Livorno. Situazione abbastanza articolata per quanto riguarda il rischio ambientale in cui si trovano le scuole toscane: edifici che si trovano in prossimità di elettrodotti (4,9%), di antenne cellulari (20,9%), tra 1 e 5 km da industrie (13,1%), da strutture militari (11,5%), da aeroporti (18,6%).
 
Nel 2014 il patrimonio immobiliare scolastico risulta mediamente più vecchio della media nazionale: solo il 4,5% risulta edificato tra il 2001 e il 2014. Il 2,2% risulta costruito secondo criteri di bioedilizia, percentuale molto bassa, ma superiore all'infimo 0,6% della media nazionale. Sopra la media gli edifici costruiti secondo criteri antisismici, 9,2% contro l 8,7%, oltre a quelli in cui è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, 48,8% contro il 25,1%.

Le strutture che attualmente ospitano gli istituti scolastici originariamente erano nate come scuole nell'88,9% dei casi, abitazioni il 3,8% ed edifici storici solo il 6,4%. Un dato positivo è sicuramente la presenza di aree verdi, infatti, il 91,3% delle scuole toscane ha un giardino. Considerando la non proprio giovane età delle scuole toscane, siamo al 90% degli edifici costruiti prima del’90, mentre per gli investimenti le amministrazioni comunali si sono comunque impegnate nel promuovere interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni nel 54,2% degli edifici mentre quelli che aspettano interventi di manutenzione urgente sono il 32,7%, la media nazionale è del 39,1%. Gli interventi hanno interessato più la messa in sicurezza in generale, visto che le certificazioni hanno riguardato solo quelle di agibilità (66,9%) e quelle igienico-sanitarie (72,9%). Rimangano, invece, stabili in positivo i dati relativi agli impianti elettrici a norma (99,3%) e quelli relativi alle porte antipanico con il 94, 6%. Sotto per quanto concerne le scuole con certificato di prevenzione incendi con 35,1% e collaudo statico 27,8%.
Servizi per la scuola e buone pratiche ambientali. Puntano sulla mobilità sostenibile i comuni toscani, mettendo a servizio dei giovani cittadini e preoccupandosi per la loro sicurezza, lo scuolabus (53,0%) contro il 25,8% della media nazionale, attraversamenti pedonali davanti alle scuole (60,3%), utilizzo di transenne para/pedonali (2,1%). A questo dato va aggiunto il fatto che il 14,9% delle scuole si trova in zone 30. 

Per le pratiche ecocompatibili  buono il dato su mense bio (totali 94,3% e 53,8% completamente bio) e raccolta differenziata (85% carta,74,3% plastica, 68,9% vetro 64,5%, alluminio 43,4%). Il 24% degli edifici è dotato di cucine interne alle scuole, mentre il 39,4% delle mense scolastiche serve l’acqua del rubinetto.
Tra gli edifici che utilizzano rinnovabili, la maggior parte presenta pannelli fotovoltaici (73%), e impianti solari termici (42,9%). Cresce la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 50%. Per quanto riguarda gli edifici scolastici esposti a situazioni di rischio ambientale indoor e outdoor, salgono al 100% i comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici con i casi certificati di amianto all'8,7%.

In flessione i dati sul radon, che viene monitorato dal 11,1% delle amministrazioni contro il 32% della media nazionale. I casi certificati restano costanti (0%), mentre non risulta significativa la crescita delle azioni di bonifica effettuate negli ultimi due anni. Rispetto alle fonti d’inquinamento elettromagnetico, quest’anno è stato inserito nel questionario di Ecosistema Scuola il monitoraggio da Basse Frequenze e da Alte Frequenze, entrambi risultati tuttavia quasi pari allo zero. In crescita invece gli edifici in prossimità di elettrodotti (4,9%)  e di antenne cellulari (20,9%), mentre diminuiscono di poco quelli nelle vicinanze di emittenti radio televisive. Aumentano anche gli edifici scolastici posti tra 1 e 5 km da aree industriali (13,1%), strutture militari (11,5%), aeroporti (18,6%) e discariche (4, 6%). Situazione abbastanza articolata per quanto riguarda il rischio ambientale in cui si trovano le scuole toscane: edifici che si trovano a rischio idrogeologico (7,9%) e molto  preoccupante il dato  su edifici a rischio sismico (44,4%).
 
Complessivamente, in Toscana la media di investimenti per la manutenzione ordinaria ha sostanzialmente tenuto la media dal 2010, mentre per la manutenzione straordinaria, a partire dal 2011 (anno in cui è deflagrata la crisi economica anche in Italia) ha avuto un lento ma inesorabile decremento (€ 42.000 nel 2011, € 39.000 nel 2012, € 29.000 nel 2014 ).

Ecosistema Scuola, la più completa indagine sull'edilizia scolastica in Italia, si pone sempre con maggiore convinzione come strumento di sensibilizzazione ed informazione sociale e come strumento di stimolo politico, affinché l'edilizia scolastica sia uno degli ambiti prioritari d'investimento su cui puntare per la riqualificazione, anche sociale ed educativa, del nostro Paese.

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