Caso Eataly, Farinetti Jr scende a Firenze e firma l'accordo con la Cgil

Farinetti: "Finito l'anno di start-up, la stabilizzazione sarà totale" anche se il percorso prevede tre tappe. I lavoratori firmano un appello-documento presentato da Farinetti. Pressioni sulla firma? "No, clima sereno"

Farinetti a colloquio con alcuni ex dipendenti

Caso Eataly Firenze: nel giro di una mattinata è arrivata la svolta improvvisa. Partendo dalla fine: Francesco Farinetti, il figlio di Oscar, amministratore delegato di Eataly, ha siglato un accordo con la Cgil Firenze per la “stabilizzazione” dei dipendenti che lavorano nel punto vendita di Firenze. L’incontro è andato “molto bene, in un clima molto sereno” confessa all’Agenzia Dire lo stesso Farinetti: “Abbiamo siglato l’accordo di stabilizzazione che avevamo già impostato lo scorso giugno”. Un accordo in cui è previsto che “finito l’anno di start-up, la stabilizzazione sarà totale”. Si parla dei 97 dipendenti che attualmente lavorano nel punto vendita di Firenze? “Abbiamo lavorato sui numeri già noti, che abbiamo ribadito questa mattina, in un percorso che prevede tre tappe a partire dal prossimo anno”. Una firma confermata dalla stessa Cgil Firenze poco dopo: “Siamo riusciti a firmare un accordo- sottolinea Massimiliano Bianchi della Filcams Cgil Firenze-  che prevede un percorso di stabilizzazione dei dipendenti dentro il contratto collettivo nazionale del lavoro. Un patto per punti che illustreremo domani mattina nel corso di una conferenza stampa”.

Questo per quel che riguarda la fine. L’inizio è cominciato in mattinata con i bandoni di via Martelli dello tirati giù e con un foglio F4 all’ingresso in cui la direzione annunciava in via straordinaria la posticipazione dell’apertura alle 11. Perché? Per via di un’assemblea tra la dirigenza di Eataly, alla presenza di Farinetti Jr, e i 97 dipendenti dello store. Dopo una settimana turbolenta Farinetti ha raggiunto Firenze “per incontrare i nostri ragazzi e dare la nostra versione”.

Al termine del faccia a faccia Farinetti, ha sottolineato il fatto che “soltanto tre ragazzi hanno fatto, democraticamente, il loro sciopero, lasciando il negozio aperto. Ma solo tre ragazzi su 97. Il diritto di sciopero è sacrosanto e serve anche, per un momento di confronto. Ma sono state dette delle inesattezze, in particolare non è vero che avremmo mandato via metà dei ragazzi assunti. In realtà siamo partiti con 131 dipendenti a dicembre, che è il picco stagionale. E poi ora fisiologicamente siamo a 97. Sono numeri molto diversi da quelli che sono stati detti. E poi è stata sbagliata la richiesta che hanno fatto questi ragazzi di boicottare il negozio. E’ evidente che danneggiare il negozio sarebbe solo un danno anche per chi ci lavora”.  “Con lo sciopero di sabato e domenica- ha continuato Farinetti Jr. - è passato il messaggio che a Eataly vi sia lo sfruttamento e l’oppressione psicologica dei dipendenti. E allora li ho incontrati per chiedere loro: siete d'accordo con questo messaggio?”

APPELLO“Abbiamo chiesto ai ragazzi di firmare un appello che metteremo davanti a Eatalay Firenze e a tutti gli altri negozi in Italia. L'onda lunga è arrivata a Milano, Genova, Roma. E' stato un danno di immagine. Noi abbiamo creato in sette anni più di 4 mila posti di lavoro. Solo in Italia sono 1700. Su questi numeri molto grandi ci sono dei ragazzi con cui non ci siamo trovati e abbiamo deciso di interrompere il rapporto di lavoro, tutto qua”. L’ad di una grande azienda come Eataly- è stato chiesto a Farinetti- che si presenta davanti ai dipendenti e gli presenta un foglio e chiede di sottoscriverlo, non sa un po’ di quelle pressioni di cui parlavano i ragazzi che hanno scioperato? “Il problema me lo sono posto anche io: il clima però della riunione e che mi immaginavo non è quello uscito nei giornali. Noi non siamo contro quei tre lavoratori che hanno scioperato; abbiamo detto: sono state dette tre cose che non sono vere e vogliamo dirlo”. E a chi gli chiede che secondo i Cobas solo il 10% dei dipendenti è stabilizzato, Farinetti replica: “Entro il primo anno vogliamo costruire lo zoccolo duro con questi 97 ragazzi coi quali vogliamo lavorare. Il nostro rimane comunque un lavoro stagionale, perché facciamo ristorazione”.

ACQUA – C’è poi la questione del mezzo litro d’acqua al giorno gratis, ogni ulteriore mezzo litro si paga 20 centesimi. Una regola che dentro Eataly Firenze ha fatto clamore: “Partiamo da un dato”, spiega Francesco Farinetti, amministratore delegato Eataly, “l’acqua non è dovuta: in altri luoghi viene addirittura addebitata e si paga. Noi abbiamo diversi ruoli all’interno di Eataly: ci sono i cassieri a cui mezzo litro d’acqua basta, ci sono i cuochi o i panettieri che si sono lamentati. Questa che per Eataly è una regola trasversale e da altre parti funziona. Qua siamo dispostissimi a trovare una soluzione”.

REINTEGRO – Avete discusso sul reintegro degli ex dipendenti? “Non lo so, dobbiamo parlarne”. Che speranze hanno quelli che lavorano attualmente da voi? “Noi lavoriamo per stabilizzare entro un anno dei dipendenti. Naturalmente, parliamo di quelli che si impegnano e se lo meritano. Il lavoro è un diritto, ma anche un dovere. Non facciamo assistenzialismo. Il numero su cui noi vogliamo lavorare è quello che abbiamo oggi qua”.

EX DIPENDENTI – Al termine dell’assemblea con i dipendenti del punto vendita di Firenze, Francesco Farinetti, amministratore delegato di Eataly, ha incontrato fuori dallo store alcuni lavoratori il cui contratto interinale è scaduto il 31 agosto 2014. “Non abbiamo parlato di reintegro, ma è stato positivo incontrare direttamente Farinetti” sottolinea Niccolò Zucconi, ex dipendente. “Mi dispiace però- continua- che da questo incontro usciranno fuori solo smentite, perché lo scopo dell’azienda è salvarsi l’immagine e non far trapelare debolezze innalzate ad esempio dal nostro sciopero”. Come giudichi il documento-appello presentato da Farinetti e sottoscritto dai tuoi ex colleghi? “Una vigliaccata: chi è precario vive nell’omertà con il terrore di perdere il posto di lavoro, quindi preferisce non parlare. Ti chiedono una firma e uno che fa? Dà contro il capo”. Sul fatto degli orari ma anche sul mezzo litro d’acqua, però, ci sono state delle aperture. Come le giudicate? “Ho sentito che è stato cambiato il piano di comunicazione dei turni, quindi questo è un punto di vittoria dello sciopero”. (Agenzia Dire)

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