Una targa a Monte Morello in ricordo di Salvatore e Simone Andronico, uccisi a Sesto Fiorentino

Posizionata da parenti e amici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

La mattina del 31 Marzo la moglie di Salvatore e la fidanzata di Simone, insieme a parenti ed amici si sono spinti sino alla "terza ounta" di Monte Morello, dove è stata deposta una targa ricordo su una roccia, in memoria di Salvatore e Simone Andronico barbaramente uccisi il 21 ottobre 2018 da un vicino infastidito dai rumori provocati dai lavori di ristrutturazione che stavano facendo alla loro casa.

Era una Domenica, e cinque mesi dopo questo folto gruppo di persone si è spinto sin quassù, dove Salvatore e Simone spesso passeggiavano insieme «Non sempre ‘casa’ è dove c’è il cuore – c’è scritto – A volte ‘casa’ sono degli occhi e delle voci. Non importa dove siete adesso, la casa più bella l’avevate già finita. Grazie per averla costruita insieme a noi. A Salvatore e Simone».

Per Fabrizio Barna, l'omicida,la Procura di Firenze ha chiesto il rinvio giudizio per duplice omicidio. A giugno l’udienza che deciderà il suo destino. Barna è in carcere a Sollicciano.

«Con un gesto vile e scellerato vi hanno tolto la vita, in quella casa che tu, Simone, stavi costruendo con tanto impegno – scrivono amici e familiari in una lettera a Salvatore e al figlio – Colmi di dolore e incertezza, oggi tuttavia siamo qui per ribadire quanto le vostre esistenze valessero, quanto i ricordi ci tengano tuttora legati a voi, e quanto la rabbia e la frustrazione non possano lasciare spazio alla rassegnazione».

Simone, 31 anni, era un ingegnere che lavorava alla Leonardo di Campi Bisenzio e ha contribuito al progetto del satellite italiano Prisma, lanciato nello spazio pochi giorni fa. Salvatore Ingegnere in pensione delle Ferrovie, dedicava il suo tempo ai figli aiutandoli nella quotidianità , insieme alla moglie Antonella.

Per questo i suoi amici scrivono nella lettera che «l’impegno e la rettitudine che avete profuso in ogni azione della vostra vita, è il motore che ci ha spinto, passo dopo passo, a salire quassù per ricordarvi, e che crediamo possa aiutarci in futuro a perseguire i nostri obiettivi, e ad inseguire i nostri sogni.

Quelli concreti, che si raggiungono con l’impegno, la passione, la dedizione; come quel satellite che porta anche il tuo nome, Simo, e che sembra di scorgere ogni volta che guardiamo in alto, sopra le nostre teste, lassù».

Sulla roccia , resterà indelebile scritto «Che possa prima di tutto ricordare a noi quanto le salite, anche ripide, siano parte inevitabile della vita – scrivono amici e familiari degli Andronico - E a chiunque altro che, ignaro, la incontrerà sul proprio cammino, possa raccontare una storia di affetto, di speranza e di vita, che nessuno potrà mai cancellare».

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