Muore Don Enzo Mazzi, il prete del dissenso. Giovedì la cremazione

E' morto Don Enzo Mazzi definito il prete del dissenso. La salma si trova in una cappella mortuaria di Careggi ma non sarebbe visitabile, giovedì la cremazione

E' morto a 84 anni Don Enzo Mazzi. La notizia del decesso del "prete del dissenso" è stata diffusa ieri in serata. Nel 1968 il sacerdote fu rimosso dalla sua parrocchia dell'Isolotto dal card. Ermenegildo Florit e da allora ha guidato la comunità di base del popolare quartiere fiorentino. La rottura con la Chiesa avvenne per la solidarietà data da Don Mazzi agli occupanti del duomo di Parma. Stamani la comunità dell’Isolotto ha ricordato la figura di don Mazzi, malato da tempo, nello stesso popolare quartiere fiorentino dove, dopo la sua rimozione da parroco, per decenni è proseguita la celebrazione eucaristica in una piazza sotto le tettoie che abitualmente ospitano un mercato. La cremazione di don Mazzi, sempre secondo quanto appreso alla Comunità dell'Isolotto, dovrebbe avvenire giovedì. La salma di Mazzi, intanto, si trova in una cappella mortuaria del policlinico di Careggi, "ma non è visitabile", ha detto un membro della Comunità.

STORIA - Quello di don Enzo Mazzi fu il primo e forse più famoso atto di ribellione all'interno della Chiesa. Fu lui il 31 ottobre 1968 a rendersi protagonista del primo atto di 'ribellione ecclesiale' in Italia aprendo, di fatto, la stagione del dissenso. Parroco del popolare quartiere dell'Isolotto dal 1954, Mazzi si schierò a fianco di un gruppo di giovani che a Parma aveva occupato la cattedrale contro la costruzione di una chiesa finanziata dalla locale Cassa di risparmio. Il cardinale Ermenegildo Florit chiese al sacerdote di "ritrattare la lettera o di dimettersi" da parroco e, per tutta risposta, Mazzi convocò i suoi parrocchiani in assemblea in piazza e, davanti a loro, rispose "no" al vescovo. Per lui scattò la rimozione da parroco e la chiesa fiorentina si spaccò tra coloro che cercavano una soluzione più morbida, che in qualche modo facesse tornare indietro il cardinale Florit e lo stesso Mazzi. Tra i due, però, non ci fu dialogo, nonostante gli inviti rivolti ad entrambi da una parte dei preti fiorentini, tra cui il futuro arcivescovo Silvano Piovanelli, che fu tra i firmatari di una lettera che non ebbe risposta. L'arcivescovo Florit dopo aver fatto sgomberare la canonica, nominò un nuovo parroco all'Isolotto e don Mazzi dette vita alla Comunità di base che da allora, e fino ad oggi, ha continuato a riunirsi ogni domenica per una celebrazione nei prefabbricati costruiti vicino alla chiesa. Qualche anno più tardi, nel 1974, per Enzo Mazzi arrivò la sospensione a divinis. Fu proprio Piovanelli a cercare un riavvicinamento, in particolare durante il Sinodo della Chiesa fiorentina nel 1992, ma senza riuscire a ricondurre l'ex sacerdote all'interno della Chiesa. Mazzi è stato un punto di riferimento di tanti preti del dissenso, e nel corso degli anni la sua Comunità ha preso posizione su tutti le battaglie 'civili' che hanno spesso diviso gli stessi cattolici, dal divorzio all'aborto, dalla guerra al caso di Eluana Englaro. Mazzi, come don Alessandro Santoro, il parroco fiorentino delle Piagge, accolse Beppino Englaro quando nel marzo 2009 venne a Firenze per ricevere la cittadinanza onoraria.
 

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