Omicidio Russo nella metro di Roma, Doina vince premio letterario

La ragazza che uccise con un ombrello Vanessa Russo ha vinto un premio riservato agli scrittori detenuti. "Quando tornerò nel mondo andrò sulla tomba di Vanessa"

Dal 26 aprile 2007, giorno dell’assassinio di Vanessa Russo, tutt’Italia la connotava con epiteti come “quella li”, “la prostituta”, “l’assassina con l’ombrello della metro”. Poi il processo. Nel gennaio 2010 la sentenza passata in giudicato a sedici anni di reclusione. E ora Doina Matei torna alla ribalta dopo aver vinto il premio letterario dedicato agli scrittori detenuti, l’Emanuele Casalini. Ieri la premiazione a Sollicciano ma la Matei, in carcere a Perugia, non si è presentata.

Scrive nella narrazione :“Quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte: la prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa. Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode, a cui un destino tragico mi ha unita per sempre".
 Doina spiega nel racconto quali erano i suoi progetti prima di quel nefasto giorno che una vita l’ha spezzata e ne ha piegate e distorte per sempre tante altre, in primis quelle dei familiari della vittima.

RACCONTO - Doina  racconta dei suoi  progetti quando aveva 16 anni - tanti quanti "gli anni di galera che devo scontare" - finiti poi il 26 aprile 2007, quando il "sogno è andato in fumo. Senza sapere nemmeno io come e perché, una ragazza della mia età è morta a causa mia. Non lo volevo questo, non era mia intenzione, non volevo la morte di nessuno io, ma è successo e devo pagare", tra "queste mura", nella "mia coscienza con un rimorso che non mi abbandonerà mai. Ecco, ha senso fare ancora dei progetti dopo che la vita mi ha sbattuto in faccia che i sogni non si avverano? Sognavo una casa per i miei figli e mi sono ritrovata in carcere, con tutta l'opinione pubblica contro, chiamata con disprezzo 'la prostituta rumena' senza nessuno ad ascoltare il mio grido di dolore", "il mio pentimento per quella giovane vita che se ne è andata, senza nessuno a credere che non volevo uccidere, che non sono malvagia". Doina scrive poi che quando tornerà nel mondo "andrò a cercarmi un po' di silenzio", "tornerò a guardarmi nello specchio", andrà a pregare sulla tomba di Vanessa. "Quando tornerò nel mondo - aggiunge - probabilmente farò una cosa sola, quello per cui sento che Dio mi ha portato su questa Terra: continuerò a fare la mamma dei miei bambini".
 

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Commenti (2)

  • infatti è vergognoso, che chi ha ucciso, abbia anche la possibilità di parlare/scrivere. se capitasse a me (conoscendomI9 non mi oserei a far nulla del genere, la vergogna per quello che è successo è più forte della voglia di vivere. un pò di coscienza, rispetto o come altro lo si può chiamare. e poi doina, da dove arriva?? non può scontare il suo periodo di detenzine (scarsetta tra l'altro per il reato commesso) nel suo paese di origine?? (le passerebbe la voglia di scrivere)

  • E' difficile pensare che.............sia possibile quanti*******re in anni la vita di una persona. Mi hanno dato 16 anni e quando tornerò nel mondo.......... Non voglio parlar male di Doina, non la conoscevo Doina, non so se il suo pentimento sia sincero o meno, so solo che fra ninnoli e nannole, buona condotta, trappole varie, fra 10 anni se tutto va male la ragazza e tutti quelli par lei sarà fuori, e Vanessa? Tornerà anche Vanessa? Una volta c'era una legge certa. Uccidi: c'è l'ergastolo. Oggi no, oggi tutti a salvare Caino!!! Ma Abele chi lo salva? Ma la mamma, il babbo, i fratelli di Abele che li abbraccia e li solleva da questo dolore immane? Ragioniamo, e sopratutto rivediamo queste leggi da mollaccioni.

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