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Coronavirus: i Ristoratori Toscani chiedono modifiche al decreto Cura Italia

Carrellata di foto dei gestori con l'hashtag: #Siamonatiperassumerenonperlicenziare. Richieste anche per Palazzo Vecchio

 

Gli effetti delle misure imposte per limitare la diffusione del coronavirus stanno picchiando come un martello sulle attività produttive, in particolare su quelle della ristorazione. I Ristoratori Toscani, gruppo facebook di 4mila iscritti nato alcune settimane fa e che oggi sta raccogliendo adesioni fuori dai confini regionali, chiede al governo di spingersi ben oltre al decreto Cura Italia ribadendo "l’urgenza di misure indispensabili per la salvaguardia di del settore". Interventi volti ad un rilancio più che semplice sostegno. "Non chiediamo mero assistenzialismo” chiosano i Ristoratori Toscana “ma solo la spinta motrice per rimettere in piedi un sistema che in Italia genera 86 miliardi di fatturato per 1,2 milioni posti di lavoro”. 

Il rischio all'orizzonte è che per provare a sopravvivere alla quarantena i ristoratori vadano a tagliare i costi, partendo da quelli legati al personale. “Siamo stati i primi a chiedere la chiusura forzata delle nostre attività, per non dare a questo maledetto virus la possibilità di diffondersi ulteriormente” dichiarano i portavoce del neonato gruppo. “Gli introiti che vengono a mancare devono però essere compensati da minori oneri, se no sarà impossibile andare avanti. Insieme a migliaia di ristoratori in tutta Italia stiamo lanciando un messaggio in questi giorni: #Siamo nati per assumere e non per licenziare. Ma da soli non ce la faremo mai a far fede a questo, per noi fondamentale primo obiettivo della crisi legata al COVID-19”.

Il gruppo avanza una decina di richieste, tra cui: richiesta di cassa integrazione in deroga, revisione dell'indennità professionisti, sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, "no" all'equiparazione di quarantena a malattia, finanziamenti da parte del settore bancario alle imprese, sospensione dei protesti, estensione del credito di imposta, estensione della moratoria di mutui e finanziamenti per 12 mesi, apertura di un tavolo di conciliazione con i fornitori, sospensione utenze e cancellazione delle tasse sulle utenze nel periodo di chiusura.

I ristoratori lanciano anche alcune richieste alla politica fiorentina: sospensione della ztl fino a gennaio 2021, sospensione di tutti gli spazi estivi per questa stagione in modo da poter fare ripartire le aziende, sospensione della Cosap e della Tasi fino a marzo 2021.

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