Psicosi coronavirus, il giovane italo-cinese: "Insulti ai turisti? All'Osmannoro gli avremmo risposto in fiorentino stretto"

Xiao è un giovane membro dell'Ugic, unione giovani italo-cinesi. "Insulti ormai quotidiani, l'ignoranza è il virus più resistente"

Foto dalla pagina Fb dell'Ugic

“Non è un caso che quel video sia stato girato in centro. Se fosse accaduto all'Osmannoro, chi ha insultato i turisti avrebbe trovato qualche giovane italo-cinese come me che gli avrebbe risposto a tono, in fiorentino stretto”.

Sfodera l'arma tipicamente fiorentina dell'ironia Xiao Martigli Jiang, battezzato Massimiliano, un giovane membro dell'associazione Ugic, l'unione giovani italo cinesi. Ha visto il video della vergogna, diventato virale sui social. E come tanti altri giovani cino-fiorentini, al di là delle battute, è seriamente preoccupato per quel che sta accadendo a causa del Coronavirus.

Per due motivi: quello sanitario, ma anche per ciò che concerne l'integrazione, il tema che sta più a cuore all'associazione di cui fa parte, nata 4 anni fa dopo gli scontri tra forze dell'ordine e cittadini cinesi che si verificarono a Sesto Fiorentino a seguito di un controllo aziendale. “Volevamo reagire civilmente, aiutare la comunità a interagire con l'altro, a inserirsi davvero nel tessuto sociale” ricorda.

I turisti ricoverati a Roma sono passati da Firenze 

Poi ripiomba sull'attualità. “Quel video che mostra gli insulti ai turisti asiatici sui lungarni ci ha colpito profondamente. Noi siamo cresciuti qui, ci sentiamo e siamo italiani. Episodi così non dovrebbero capitare mai, tra l'altro in un momento così difficile. Ma purtroppo credo ce ne saranno altri, specialmente sui social. L'ignoranza, d'altronde, è il virus più difficile da debellare”.

“Il razzismo strisciante sta aumentando, di insulti se ne sentono tutti i giorni – prosegue Xiao - Però non bisogna generalizzare: nel centro storico va peggio, perché non c'è grande integrazione tra italiani e cinesi. Ma non è così dappertutto: all'Osmannoro, ad esempio, italiani e cinesi lavorano, vivono, studiano, vanno allo stadio insieme. Il rapporto ormai è fatto, creato. Per dire, ce li vede l'operaio e il fornitore che si conoscono da anni a insultarsi?”

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Sul fronte sanitario, spiega invece il giovane, “Come associazione di giovani italo-cinesi stiamo raccogliendo donazioni per comprare tute e mascherine da inviare in Cina". Infine, per quanto riguarda la 'psicosi contagio' all'Osmannoro e in generale nell'area tra Firenze, Sesto e Prato "voglio ricordare che la comunità cinese locale è formata quasi esclusivamente da persone originarie della provincia dello Zhejiang, una zona orientale della Cina che non c'entra nulla con quella in cui si è sviluppato il virus” conclude Xiao.  

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