Post coronavirus: Nardella lancia un appello al mondo per far ripartire Firenze

Il sindaco illustra il progetto 'Rinasce Firenze' e chiede si sconfiggere la “cultura della rendita passiva e improduttiva” 

Come per l'alluvione del 1966, Firenze "patrimonio dell'umanità" chiederà una mano economica al mondo attraverso una raccolta fondi. Lo annuncia il sindaco Dario Nardella, durante il discorso con cui questa mattina in Palazzo Vecchio ha annunciato il piano 'Rinasce Firenze', articolato in 9 punti programmatici da sviluppare poi con iniziative concrete.

“L'amministrazione comunale avvierà nei prossimi giorni una campagna internazionale, aperta alla collaborazione di tutti, di ricerca di fondi a livello internazionale, coinvolgendo tutti coloro che amano Firenze e desiderano che torni presto al suo splendore. Un fondo per la rinascita che aiuterà la nostra città a sostenere i settori culturali, economici, educativi e turistici”, dice Nardella.

Tra i nove punti del piano illustrato da Nardella ci sono i concetti di 'città policentrica', con l'idea di valorizzare non solo il centro storico ma i “tanti centri della città, dalle Piagge a Brozzi a Settignano”, la volontà di promuovere un 'centro storico nuovo' che punti al ritorno di residenti, turisti e servizi; il 'vivere gli spazi urbani' con palestre all'aperto e cittadella dello sport a Campo di Marte. E poi 'mobilità green'.

Il sindaco ha anche parlato della necessità di un contrasto alla “cultura della rendita passiva e improduttiva, che è entrata lentamente e inesorabilmente nelle pieghe della nostra comunità cittadina, soppiantando quella diversa cultura del lavoro e della produzione su cui si è sempre fondata la nostra città”.

Infine, sottolinea il sindaco, “lavoro, produzione e innovazione, dovranno essere le tre parole d'ordine della rinascita di questa grande città, non solo dal punto di vista operativo e organizzativo, ma anche dal punto di vista etico e culturale”. Tutte per ora enunciazioni di scopo alle quali dovranno seguire atti pratici.

“Non è tempo di proclami ma di fatti. Firenze non rinasce con chiacchiere e slide. Le elezioni si sono svolte un anno fa, oggi il sindaco dovrebbe dirci cosa ha fatto in questo anno e cosa resta fare”, attacca il capogruppo di Forza Italia in Palazzo Vecchio Jacopo Cellai. Per Alessandro Draghi di Fratelli d'Italia quella del sindaco è stata “l'ennesima kermesse”, mentre per Palagi e Bundu della sinistra di è trattato di “slogan dal sapore berlusconiano”.

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“Manca una critica forte ad un sistema di sviluppo della città mai combattuto fino in fondo, basato sulla posizione dominante della rendita dei pochi rispetto al reddito dei molti. Una città consumata ed abusata da un turismo 'mordi e fuggi', che ha allontanato il turismo di qualità e la residenza dal centro storico, trasformando alcune periferie in dormitori e cercando di distruggere il policentrismo fiorentino”, le parole invece del leader della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi.

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