Coronavirus, tutta Italia diventa 'zona protetta': spostamenti vietati "se non per provata necessità"

L'annuncio del presidente Conte: "Non c'è più tempo, serve responsabilità di tutti".

Per l'emergenza Coronavirus tutta Italia diventa "zona protetta". Stop quindi a divisioni tra zone rosse od arancioni che dir si voglia e altre parti del Paese.

Lo ha annunciato questa sera, lunedì, il presidente del consiglio Giuseppe Conte in una conferenza stampa straordinaria, visto l'allargarsi dei numeri del contagio.

Un provvedimento che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nelle prossime ore e sarà in vigore da domani mattina, martedì. Un provvedimeno chiamato, ha detto il premier, "io resto a casa".

Già dal titolo chiari gli intenti quindi: limitare il più possibile gli spostamenti dei cittadini e così contrastare e arginare il contagio.

Le stesse norme in vigore per la Lombardia e altre province del nord Italia da ieri saranno dunque da domani valide in tutta Italia.

Il provvedimento, in particolare, chiede di evitare spostamenti su tutto il territorio della penisola a meno che non siano motivati da comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o per motivi di salute. Dopo la pubblicazione del testo del decreto, domani, martedì, sarà più chiara la portata dei provvedimenti annunciati.

Viene inoltre sancito il divieto di assembramento in locali all'aperto e in locali aperti al pubblico e sono sospese tutte le manifestazioni sportive.

L'autocertificazione già in vigore per le aree rosse sarà utile per giustificare gli spostamenti in tutta Italia, nei casi e per i motivi suddetti. Non è prevista una limitazione dei trasporti pubblici, sempre nell'ambito dei limiti suddetti.

“Sono consapevole di quanto sia difficile cambiare le proprie abitudini ma purtroppo non c'è più tempo, con la crescita importante dei contagi e dei ricoverati in terapia intensiva e sub intensiva e delle persone decedute", ha detto Conte.

"Le nostre abitudini vanno cambiate ora, tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa per il bene dell'Italia e dei nostri cari, genitori, nonni. Dobbiame farlo subito e riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a norme più stringenti", ha aggiunto il presidente del consiglio.

"Se la salute pubblica e dei cittadini è messa a repentaglio gli altri interessi devono essere sacrificati. Non possiamo permetterci più occasioni di aggregazione che diventano occasioni di contagio", ha proseguito il premier.

E ancora: "Sono consapevole della gravità" di questo atto “ma  sono costretto a intervenire per proteggere tutti noi e soprattutto le persone più fragili e vulnerabili”, per “garantire il diritto alla salute e alle cure a tutti”  diritto che “è la caratteristica del nostro sistema di civiltà. Non possiamo abbassare la guardia. E' il momento della responsabilità, da parte di tutti i cittadini. Ognuno deve fare la propria parte”.

Nelle prossime ore, con la pubblicazione del decreto, si potrà appunto leggere nel dettaglio la portata dei provvedimenti. Conte ha anche detto che la chiusura delle scuole è prorogata fino al 3 aprile e che anche il campionato di calcio di serie A si fermerà. Tutte le misure sono valide fino al 3 aprile.

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AGGIORNAMENTO : Il testo del decreto

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