Coronavirus: scatta la 'caccia' al paziente zero

L'imprenditore di 63 anni contagiato a Firenze non è il "primo infetto": calcolando i tempi, risulta essere rientrato 'troppo presto' in città. Chi l'ha contagiato?

Il primo contagiato da Coronavirus a Firenze – l'imprenditore di 63 anni risultato per primo positivo al secondo tampone, come riportato da FirenzeToday, primo giornale a darne notizia - non è il “paziente zero”, cioè la persona che ha fatto entrare il Covid-19 in città.

Lo dicono i tempi: l'uomo, sposato con figli, è rientrato dalle Filippine e Singapore, dove era in vacanza con la moglie, il 6 gennaio. Calcolando il periodo di incubazione, troppo tempo fa: il viaggio in Oriente, di conseguenza, non c'entra col Coronavirus. L'uomo – che si è ammalato il 16 febbraio - dev'essere stato contagiato qui. Ma da chi?

La moglie, intervistata da La Nazione, ha detto che da quando è rientrata insieme al marito “non abbiamo più preso treni né aerei, (…) abbiamo avuto soltanto normali rapporti con amici, colleghi di lavoro, parenti”. Quindi ha aggiunto: “ci siamo spostati solo un po' sulla costa”.

Sempre la moglie, ha dichiarato di aver avuto “una sindrome simil-influenzale prima di mio marito, il 10 febbraio. Io non mi ammalo quasi mai, ho avuto forti dolori alle articolazioni, un po' di tosse, febbre ma mai alta. Ne sono guarita intorno al 14 febbraio, potrei essere stata io a contagiare mio marito”.

“Mio marito invece ha avuto dolori forti e la febbre che gli saliva sempre di più. Il medico di famiglia gli ha prescritto gli antibiotici ma non gli facevano effetto. Alla fine la febbre è arrivata a 39,5” ha concluso la donna.

Ed è scattato il protocollo che l'ha condotto a Santa Maria Nuova prima e poi al reparto di malattie infettive di Ponte a Niccheri, dov'è l'uomo tuttora ricoverato.

Proprio grazie all'indagine epidemiologica sull'imprenditore, è emersa la positività al Covid-19 di un suo amico: il vicino di casa, 65 anni, ora ricoverato in isolamento all'ospedale di Careggi. E' lui, l'amico, il “paziente zero”?

Oppure, come ha suggerito La Repubblica, potrebbe essere un'altra la pista da vagliare: a contagiare l'imprenditore potrebbe essere stato un suo dipendente. Le indagini epidemiologiche, in questo senso, proseguono.

Così come sono iniziate quelle sul turista norvegese. Il giovane, 26 anni, abita in centro a Firenze e studia all'università. Le persone con cui è entrato in contatto si presume siano decine.

Potrebbe essere lui il “paziente zero”? Arduo sostenerlo, a meno che l'indagine epidemiologica su di lui non s'incroci con quella dell'imprenditore. Altra opzione: le indagini epidemiologiche sui due potrebbero rimandare a un terzo soggetto comune a entrambi, cioè 'a monte' dei due contagiati.

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Anche questa tuttavia è una possibilità remota, per usare un eufemismo. Insomma, posto che "il paziente zero" sia uno e uno solo, la “caccia” è appena iniziata. E non è affatto detto che si concluderà positivamente.

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