Migranti, bufera sul 'coprifuoco': Rossi contro il prefetto

Monta la protesta contro il rientro obbligato alle 20 e il controllo sui pacchi. Gelli: “Violate le leggi e la Costituzione”

Monta la protesta contro il 'coprifuoco' imposto dalla prefettura di Firenze per i migranti, richiedenti protezione umanitaria, accolti nei Cas (Centri di accoglienza straordinari) della Città metropolitana.

La circolare impone ai migranti, come denunciato dalla Cgil, il rientro obbligato entro le 20 (tranne in casi di permessi concessi dalla prefettura stessa, anche per corsi di studio, sport o quant'altro) e il 'controllo' dei pacchi che arrivano per posta ai migranti.

“Rivolgo un invito a rivedere le circolari emesse dalla Prefettura. Contenuti e forma mi paiono inopportuni sul piano costituzionale. In gioco ci sono la libertà personale, quella di circolazione e quella della segretezza della corrispondenza che possono essere oggetto di limitazioni solo attraverso provvedimenti da parte dei magistrati”, scrive il presidente della Regione Enrico Rossi in una nota.

“Emerge una tendenza ad affrontare la questione dei flussi migratori come problema di decoro e ordine pubblico, trascurando una concreta gestione dell'immigrazione: insegnamento della lingua italiana, conoscenza dei principi della Costituzione, politiche di integrazione, opportunità di lavoro”, aggiunge Rossi.

“Siamo in un tempo triste in cui, in più province italiane, enti locali e organi di governo conducono esperimenti di biopolitica, che alludono più alla nostra cattiva coscienza che al rapporto con le leggi. Non potendo operare apertamente una discriminazione degli stranieri e delle nuove minoranze, escogitiamo provvedimenti al limite della costituzionalità e dei diritti universali, iniziative che in modo subliminale esprimono la ricerca del 'capro espiatorio'”, prosegue il presidente della Regione.

“Resto convinto – conclude Rossi – che una maggiore integrazione e un maggior controllo sociale possa avvenire esclusivamente attraverso piccoli centri di accoglienza (attraverso cioè il sistema Sprar, quello che il ministro dell'Interno Salvini ha annunciato di volere smantellare, ndr), coinvolgendo Comuni e enti locali”.

Sulla decisione presa dal prefetto Laura Lega arriva un commento anche del sindaco di Firenze Dario Nardella, secondo il quale la questione “mette in luce il problema più generale della gestione dell'immigrazione che viene introdotto con il decreto Sicurezza. Il ministro dell'Interno (Salvini, ndr) ha messo le mani sul sistema dell'immigrazione nel nostro Paese senza risolvere nulla, ma aumentando il rischio di pasticci perché smantella lo Sprar, ovvero il sistema di accoglienza diffusa che fino ad ora ha dato i migliori risultati".

Il vero problema secondo Nardella “sta lì, in un decreto sicurezza che non dà alcuno strumento efficace per governare il problema della immigrazione, e che finirà per aumentare le difficoltà”.

Favorevoli alla circolare del prefetto si sono mostrati invece la Lega (che ieri ha appoggiato la decisione attravaerso il consigliere Jacopo Alberti) e Forza Italia. "E' sacrosanto e condivisibile il provvedimento del prefetto di Firenze. Si tratta di una circolare che si prefigge l''obiettivo di vigilare sul corretto comportamento degli ospiti, allo scopo di assicurare la pacifica e civile convivenza nelle strutture e nell''ambito delle comunità locali, e per questo ringraziamo il prefetto per l''attenzione dimostrata. Si tratta di una norma già operativa in altre zone d'Italia, e speriamo che in Toscana il modello fiorentino venga preso a esempio da altre prefetture - affermano i consiglieri regionali di FI Marco Stella e Maurizio Marchetti -. Condividiamo in toto anche l'altro provvedimento del prefetto di Firenze che chiede di vigilare sugli acquisti on line".

Una dura nota è arrivata anche da Federico Gelli, ex deputato ed ex presidente della Commissione d'inchiesta parlamentare sul sistema d''accoglienza dei migranti nella passata legislatura. “In galera ci devono andare le persone che hanno commesso reati. La Prefettura di Firenze, invece, ha deciso di limitare i diritti e le libertà in base alla condizione di richiedenti asilo o protezione umanitaria - le parole di Gelli -. Si sta apertamente violando ogni norma, a partire dalla nostra Costituzione. E' un precedente pericoloso che va subito fermato”.

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