"Coop usate per gonfiare gli affari": i Renzi rischiano un nuovo processo

Genitori dell'ex premier fra i 19 indagati per bancarotta e false fatture: "Elusi imposte ed oneri previdenziali"

Secondo i magistrati c'era un meccanismo in cui alcune cooperative sarebbero state usate per gonfiare i volumi d'affari dell'azienda di famiglia Renzi, la Eventi 6. Società che poi venivano fatte fallire senza pagare imposte ed oneri previdenziali. E' per questo che 19 persone sono indagate dalla Procura di Firenze, a vario titolo, per bancarotta fraudolenta e false fatturazioni.

Fra queste ci sono anche Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, già condannati in primo grado ad un anno e nove mesi per un altro procedimento riguardante l'emissione di false fatture.

Per quest'altro filone ieri i giudici hanno notificato gli avvisi di chiusura indagini. Adesso si attende di sapere se la Procura chiederà il processo per gli imputati, fra i quali ci sono, inoltre, legali rappresentanti delle coop di servizi volantinaggio e pubblicitari, membri dei cda e imprenditori.

E c'è anche l'imprenditore ligure Mariano Massone, che il febbraio scorso finì, come i genitori di Renzi, agli arresti domiciliari. 

"La conclusione delle indagini, oggi notificata alla difesa, era un atto ampiamente atteso", hanno dichiarato i legali di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, Federico Bagattini e Lorenzo Pellegrini.

"L'avviso infatti riguarda il procedimento rispetto al quale la procura fiorentina a suo tempo aveva chiesto gli arresti domiciliari. Misura poi annullata dalla ordinanza del Tribunale del Riesame lo scorso marzo".

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Gli avvocati dei genitori dell'ex premier, oggi leader di Italia Viva, sottolineano "che il fallimento non riguarda una società dei Renzi ma una cooperativa esterna per la quale la procura ipotizza, per periodi circoscritti, una ingerenza nella gestione". Secondo i legali si tratterebbe di una "ipotesi totalmente infondata".

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