Consip, Csm: "La fuga di notizie non fu colpa di Woodcock"

Bufera sulla diffusione dei verbali della pm di Modena Musti. Presto si discuterà anche di Banca Etruria

Non è stato il pm di Napoli Henry John Woodcock a dare ai giornalisti l'intercettazione della telefonata fra il generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi e Matteo Renzi, nella quale Enrico Letta veniva definito un "incapace". A dirlo è la Prima Commissione del Csm che ieri l'ha resa pubblica durante un plenum piuttosto animato a Palazzo dei Marescialli.

Il consiglio ha dovuto fare i conti con le polemiche sollevate dalla pubblicazione del verbale del Procuratore di Modena Lucia Musti passato alla stampa, la scorsa settimana, da una 'talpa' che molti - a partire dagli stessi consiglieri - indicano come interna all'organo di autogoverno dei giudici. "Abbiamo sentito dai lavori della Prima Commissione che è radicalmente da escludere l'ipotesi che il pm Woodcock sia responsabile della fuga di notizie", ha sottolineato nel suo intervento il consigliere Piergiorgio Morosini, contrario alla desecretazione per il rischio di campagne di stampa che espongono "pm impegnati in indagini complesse che fanno luce sul saccheggio dei beni dei cittadini, come Consip".

Luca Palamara, relatore in Prima Commissione su Consip, gli ha obiettato che "non è rispettoso del lavoro della Prima commissione annunciare l'esito sulla divulgazione delle intercettazioni e tenere al plenum comizi politici solo perché ci sono i cronisti". Un clima surriscaldato che non regala serenità per il post-Consip, che vedrà il caso Banca Etruria arrivare al Csm.

I parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono al Csm di "vitare l'accusa di usare due pesi e due misure" di desecretare Banca Etruria. "Il Csm conferma oggi, tramite le affermazioni del presidente della Prima commissione, che non c'era nessuno complotto ai danni di Renzi e che il verbale del pm di Modena Musti, nonostante fosse privo di notizie di reato, è stato desecretato e trasmesso lo stesso alla Procura di Roma. Renzi, Gentiloni e tutti i ministri che hanno attaccato giudici e inquirenti dovrebbero chiedere scusa", concludono i cinquestelle.

Il Presidente della Prima Commissione Fanfani, infatti, nel suo intervento ha spiegato che non c'era nessun obbligo di trasmettere il verbale Musti alla Procura "perché non c'erano notizie di reato". "Dall'inizio della consiliatura, io e il comitato di presidenza - ha detto il vicepresidente Legnini - non abbiamo fatto altro che stigmatizzare le fughe di notizie. Per due mesi, Consip è rimasto segreto, poi la Commissione ha desecretato e io non condanno questa scelta", anche se "certamente accresce il rischio di circolazione degli atti". "Prego i presidenti di Prima e seconda Commissione di proporre al plenum misure, come il divieto di estrarre copia dagli atti, per evitare che questi fatti si ripetano".

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