Ospedale di Careggi: "La sicurezza prima di tutto", di sera però...

Abbiamo visitato l'ospedale durante la notte, i reparti sembravano deserti e incustoditi. L'azienda rassicura: "Non ci sono stati furti, spendiamo 1 milione e 300mila euro per la vigilanza, la sicurezza al primo punto"

Careggi di notte è silenziosa, per le stradine di raccordo tra i vari padiglioni non transita quasi nessuno, nessuna macchina, pochissime voci, pochissimi rumori se non quelli dei motori degli impianti di condizionamento: la quiete necessaria a chi soffre è garantita. Il problema è che questa quiete è dovuta anche ad un certo abbandono dei locali. I padiglioni sono quasi tutti aperti, come è giusto che sia, ma non c’è controllo, nessun controllo. Interi piani senza un guardiano, senza imbattersi in un infermiere, un dottore, un barelliere, niente e nessuno, deserti.

Corridoi, stanze, uffici completamente illuminati e vuoti. Il piano terra dell’area 16, il nuovo padiglione San Luca, è completamente sguarnito: si può entrare, girare liberamente per decine di minuti e non c’è nessun filtro che lo impedisca. Il video girato all’interno di questa parte di Careggi dimostra più di ogni altra parola questo “effetto vuoto” riscontrato in parte dei locali. Stessa cosa nel padiglione 13, destinato alla clinica medica, dove è possibile girare indisturbati per i corridoi, scattare foto e si può perfino “controllare” la posta destinata ai dottori e ai reparti, e tutto questo con la massima ed assoluta tranquillità. E’ possibile rimanere inosservati dentro l’ospedale per decine di minuti senza il “pericolo” di incontrare nessuno. Si entra e si esce dagli ingressi principali come deve essere in un ospedale e in qualsiasi struttura pubblica. Nel caso di Careggi però non è sempre del tutto vero: l’ingresso è chiuso e per entrare è necessario citofonare ed identificarsi? Non c’è problema, girando attorno all’edificio si trovano sempre porte di servizio o di emergenza aperte, con libero accesso e senza alcuno che controlli l’operato del visitatore, come nel reparto di malattie infettive, chiuso per ragioni di sicurezza.
 


La cosa che lascia perplesso il cronista è che all’interno di una struttura così grande e importante, un vero e proprio gigante sia dal punto di vista strutturale che ospedaliero, si abbia quella spiacevole ma netta sensazione che verosimilmente un malintenzionato avrebbe modo e tempo per mettere in pratica le peggiori azioni. Si possono scattare foto, girare video, addentrarci per centinaia di metri nei corridoi, nelle stanze, incrociando costantemente, negli angoli dei corridoi per esempio, l’occhio di diverse telecamere, ma, a quanto pare, servono a poco perché nessuno verrà a chiedervi spiegazioni su quello che state facendo. Insomma è possibile controllare archivi che contengono referti di esami medici, soffermarsi di fronte ad intere pareti coperte da quadri elettrici, spostarsi di corridoio in corridoio, di stanza in stanza senza un percorso prestabilito, fare quello che si vuole e sempre con calma, senza fretta, senza ansia. Forse, per quel che riguarda il controllo notturno e la sicurezza dei locali, qualche cosa è da rivedere nell’ospedale “faro” del sistema sanitario toscano.
LE IMMAGINE DEI CORRIDOI DESERTI


Primo punto è la sicurezza lo conferma il fatto che non ci siano stati reati fino a questo momento” replica l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera. “ Sessanta telecamere e due pattuglie della vigilanza privata in contatto con le Forze dell’Ordine ”sono adibite alla sorveglianza dei locali.
Perché si può accedere con tale semplicità ai reparti?
“Per sua natura l’ospedale è un luogo aperto – racconta Giovanni Squarci - basti pensare come un anziano possa aver bisogno delle cure di un familiare. Sebbene nell’ultimo periodo ci sia stato un problema di sicurezza e degrado legato ad alcuni senzatetto che la notte girano in zona. Stiamo mettendo in campo delle misure per risolvere la situazione”.
Non c’è il pericolo  di  furti d’attrezzature?
“Archivi e dati riservati sono in sicurezza. Il saccheggio di apparecchiature sanitarie sarebbe di una gravità estrema, spendiamo 1milione e 300mila euro di sicurezza, ma se la strada è questa o arriveremo a questi livelli, provvederemo”.
 

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