Emergenza casa, appello agli anziani soli: "Condividete l'abitazione"

Si rinnova la convenzione tra Palazzo Vecchio e Auser Abitare Solidale, in 11 anni 341 convivenze e 713 persone fragili coinvolte

Si rinnova per altri tre anni la convenzione tra Comune di Firenze e Auser Abitare Solidale, l'associazione fiorentina che da 11 anni, prima in Italia, promuove modelli innovativi di abitare condiviso e collaborativo in risposta alla fragilità abitativa.

“La povertà abitativa – ha detto il coordinatore di Auser Abitare Solidale Gabriele Danesi - rappresenta un fenomeno in continua evoluzione. Per questo non più affrontabile ricorrendo alle sole risposte pubbliche tradizionali come l’ERP (le case popolari, ndr) o i sistemi di accoglienza."

In questi 11 anni in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Firenze, Auser Abitare Solidale ha sviluppato risposte basate sulla condivisione solidale di alloggi per lo più di proprietà di anziani soli.

E ad oggi sono 341 le coabitazioni attivate - per 713 utenti coinvolti – tutte fondate su principi mutualistici e supportate da una giovanissima equipe multidisciplinare (12 operatori professionali e una trentina di volontari), “con l’utilizzo di specifici strumenti di gestione che garantiscono un duplice livello di risultato: prevenzione della solitudine e della perdita di autosufficienza dell’anziano da un lato, concreta risposta al disagio abitativo dall’altro”, come spiega la stessa Auser in una nota.

Tra i progetti per il prossimo triennio, in collaborazione tra Comune e Auser Abitare Solidale “una delle più originali sarà il rafforzamento della sperimentazione del progetto della coabitazione intergenerazionale come soluzione per il bisogno abitativo di studenti universitari fuori sede, ovvero giovani studenti che arrivano da fuori Firenze e che, a fronte di un affitto pari a zero, fanno compagnia all’anziano che vive in casa da solo”.

Esistono già dieci coabitazioni del genere e l’ottica di questa partnership è quella di rafforzarlo. Inoltre, tra gli obiettivi, “utilizzare spazi abitativi frutto di processi di rigenerazione urbana per creare una Terza soglia di accoglienza, destinata a soggetti in carico ai servizi sociali, ma senza oneri economici per l’Amministrazione. E, ancora, attivare servizi di abitare condiviso a favore di anziani fragili secondo le pratiche del silver cohousing”. Agli anziani soli arriva dunque l'appello a partecipare all'iniziativa.

"Gli interventi di Auser Abitare Solidale - spiega Danesi - si fondano sulla consapevolezza che, con il progressivo invecchiamento della popolazione, sempre più anziani rimangono soli in case spesso di proprietà, troppo grandi per le loro necessità, mentre, al tempo stesso, sono un numero crescente le persone che si trovano in stato di vulnerabilità abitativa per vari motivi: padri separati, persone che hanno perso il lavoro, donne vittime di violenza familiare, stranieri in cerca di stabilità, nuclei monogenitoriali”.

Accanto al progetto delle coabitazioni nei tre anni della precedente Convenzione, l’associazione ha sviluppato nuovi interventi di 'home sharing' ('condivisione delle case') “in grado di fornire strumenti adeguati alla natura evolutiva e alle diverse intensità della crisi socio economica ed abitativa in atto dal 2018: dal servizio La Buona casa, che offre ospitalità a persone senza dimora o a rischio di emergenza abitativa, al Condominio Solidale delle Opportunità: iniziativa sperimentale della durata di due anni promossa con l‘ASP Montedomini, che ha previsto la permanenza temporanea in unità abitative esclusive e spazi/servizi condivisi in una villa ai piedi di Piazzale Michelangiolo per 12 ospiti a cui sono stati garantiti servizi multilivello di accompagnamento all’autonomia. Sino al recentissimo LabHouse,un servizio di ricerca alloggi sfitti da destinare a affitti o coaffitti solidali a favore di singoli e nuclei con redditi certi – da pensione o lavoro – ma ‘respinti’ dal mercato immobiliare tradizionale seppur in grado di pagare un regolare affitto”.

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“E’ un’esperienza che in questi anni ha dato risultati molto positivi ed ha già coinvolto oltre 700 persone tra chi ha messo a disposizione una casa e chi ne ha usufruito attraverso la mediazione dei servizi sociali. E’ un’opportunità innovativa rispetto ad un tema sensibile come quello abitativo. Il rinnovo della convenzione è anche un’occasione per lanciare un appello alle persone anziane o sole di partecipare, aprendo le porte della propria casa al progetto e alle opportunità che il progetto porta con sé. Abbiamo idee per svilupparlo ulteriormente: penso agli studenti universitari fuori sede che hanno difficoltà a trovare sistemazione, che possono fare compagnia e aiutare con piccole azioni quotidiane gli anziani della nostra città”, il commento dell'assessore comunale alla casa Andrea Vannucci.

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