Costretta a prostituirsi con riti vudù: maxi condanna

E' stata segregata per anni in una casa di Scandicci

Fece prostituire una connazionale nigeriana minacciandola con riti vudù adesso è stato condannato a 12 anni di reclusione con l'accusa di riduzione in schiavitù, violenza sessuale, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione. Condannata in contumacia anche per la compagna del 33enne, al momento irreperibile.

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In base a indagini dei carabinieri, coordinate dalla Dda, i due avrebbero segregato dal 2015 al 2017 una connazionale nella loro casa di Scandicci (Firenze) costringendola a prostituirsi con minacce, violenze fisiche e soggiogandola psicologicamente con riti vudù approfittando di credenze e superstizioni africane. All'epoca dei fatti la coppia, seguita dai servizi sociali, viveva in casa con due figli minori e uno in arrivo. Il caso suscitò scalpore, non solo sul piano giudiziario ma anche riguardo alla protezione sociale da garantire a personalità deboli e indifese.

Costretta a prostituirsi sotto minaccia di riti vudù

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