Stadio Artemio Franchi, Nardella: "Concorso di idee per la riqualificazione"

E il soprintendente Andrea Pessina smentisce il sindaco: "L'impianto si può vendere"

Stadio Franchi, foto Facebook dal profilo del sindaco Nardella

Un concorso di idee per riqualificare lo stadio Artemio Franchi. A lanciare l'iniziativa, alla presenza del soprintendente Andrea Pessina, è il sindaco Dario Nardella.

“A febbraio convocheremo in città architetti internazionali, urbanisti, esperti di impianti sportivi, per discutere di come intervenire. Inviteremo anche il ministro Franceschini”, spiega Nardella, in una sala stampa affollata di giornalisti ma anche di consiglieri comunali delle opposizioni, che lamentano il mancato coinvolgimento del consiglio sulla questione.

Poi, prosegue il sindaco, si aprirà un percorso di partecipazione pubblica, “aperto a cittadini e residenti, agli ordini professionali, ai rappresentanti delle categorie del commercio”.

Per il momento però, dice Pessina, “nessun progetto di riqualificazione del Franchi ci è stato formalmente presentato dalla proprietà (cioè dal Comune di Firenze, ndr), quindi non abbiamo detto 'no' ad alcuna ipotesi”.

In realtà un progetto, come ammette lo stesso Pessina, è arrivata, anche se in via “informale”. E' quello dell'architetto Casamonti. Nel settembre scorso lo portarono sul tavolo della Soprintendenza lo stesso Nardella assieme al presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Ma il 'no' fu secco: le curve non si possono abbattere.

E allora che fare? “La Soprintendenza, vorrei fosse chiaro, non è assolutamente contraria alla riqualificazione, tutt'altro - sottolinea Pessina -. Il fatto che ci sia un vincolo non significa che il Franchi sia intoccabile, ma no ad estese demolizioni. 'Sì' invece ad una copertura, come pure potrebbero esserci moltissimi interventi di aggiunta e modernizzazione che non stravolgano però un'opera fondamentale del Novecento”. Ma appunto, come ribadisce il soprintendente, “per poter dire sì o no a delle proposte, queste ci devono arrivare”.

Il sindaco da parte sua ribadisce la volontà dell'amministrazione di riqualificare lo storico impianto del Nervi e di non lasciarlo all'abbandono.

“Il Franchi nacque come stadio di atletica, poi fu usato per il calcio. Non dobbiamo avere paura dei cambiamenti. Oggi è utilizzato solo due volte al mese (per le partite casalinghe della Fiorentina, ndr) mentre potrebbe essere aperto al rugby o ad altri eventi sportivi e culturali. Lavoriamo per poterlo sfruttare al meglio, portando al contempo il nuovo stadio alla Mercafir”, sottolinea Nardella.

Quanto al vincolo sul Franchi (come 'bene culturale' e non come 'monumento nazionale'), in realtà “non significa che non possa essere 'alienato' (cioè venduto, previa autorizzazione della Soprintendenza stessa, ndr)”, spiega Pessina, 'correggendo' il sindaco che aveva appena dichiarato come il Franchi non potesse in alcun modo essere messo in vendita. Questione che però non è al momento all'ordine del giorno. Lo è invece quella appunto del futuro del Franchi, ancora tutt'altro che chiaro.

Così dalle opposizioni piovono critiche, da sinistra a destra. "Del Franchi e del nuovo stadio ne può parlare solo il sindaco, mentre il consiglio comunale viene estromesso in ogni modo dal dibattito", attacca il consigliere Alessandro Draghi (Fratelli d'Italia), criticando poi Palazzo Vecchio per "il pagamento di oltre 24mila euro a una Spa torinese per effettuare la valutazione (dei terreni Mercafir, ndr), quando a costo zero lo stesso lavoro l'avrebbe potuto fare la commissione urbanistica del consiglio comunale".

E il consigliere Dmitrij Palagi (Sinistra progetto comune) rincara: "Il sindaco smentito dal soprintendente sul fatto che lo stadio della Fiorentina non possa essere venduto a un privato è solo l'ennesima brutta figura in questo pasticcio. E' evidente l'assenza di progetti sul tema stadio e il caos al governo della città. E il Franchi resti pubblico, per scelta".

Poi resta naturalmente il capitolo nuovo stadio. Nardella resta convinto che Commisso lo farà alla Mercafir, anche dopo la determinazione del prezzo dei terreni in 22 milioni, ben oltre i 6 che il patron viola voleva spendere. A gennaio sarà pubblicato il bando di vendita dei terreni, e lì vedremo cosa succederà. Siamo proprio sicuri che Commisso presenterà l'offerta?

(In foto Pessina e Nardella in conferenza stampa questa mattina)

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