Strage Erasmus, l'Università ricorda le "stelle d'Europa" morte in Spagna

Una "pietra" per Valentina, Elena e Lucrezia. La dedica: "Volevano stupirsi d'altri mari, ma il vuoto aprì silenzi. Ci lasciano il sorriso"

Le famiglie delle vittime, il rettore Dei, la vicesindaca Giachi, sindaci di Greve in Chianti e Gavorrano e la europarlamentare Silvia Costa

Lucrezia, Valentina e Elena nomi che l'Università di Firenze non riuscirà a dimenticare. Sono le tre stuedentesse dell'ateneo fiorentino morte nel tragico incidente avvenuto a Tarragona, Spagna, nel 2016 mentre partecipavano al progetto Erasmus. Le vittime in tutto furono tredici: sette italiane, due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese ed una austriaca.

Al polo di Novoli il 20 marzo 2017, esattamente un anno dopo la tragedia, è stata scoperta dal rettore dell'Università di Firenze, Luigi Dei, una targa o meglio una "pietra", come l'ha chiamata il rettore, in ricordo di Lucrezia Borghi, Valentina Gallo e Elena Maestrini. "Volevano stupirsi d'altri mari, ma il vuoto aprì silenzi. Ci lasciano il sorriso" questa la dedica incisa sotto i loro nomi.

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L'inchiesta è ancora aperta, a febbraio è stato interrogato l'autista del bus, e dopo una prima archiviazione è attesa la decisione del giudice.

Alla cerimonia, davanti alle famiglie delle vittime e ad un pubblico di studenti e professori, hanno parlato, oltre al rettore - che ha recitato una poesia scritta per le tre ragazze -, la europarlamentare Silvia Costa, la vicesindaca di Firenze Cristina Giachi, i sindaci di Greve in Chianti e Gavorrano.

Molte le parole di speranza e d'incoraggiamento. L'onorevole Costa ha annunciato che l'associazione fondata dai parenti delle vittime, "Genitori generazione Erasums", è stata segnalata come possibile concorrente per la vincita del premio "Cittadino europeo dell'anno" affinchè non si ripeta mai più una tragedia simile.

Anche il padre di una delle ragazze, Gabriele Maestrini, è intervenuto a nome di tutti i genitori: "Elena, Lucrezia, Valentina se saprete ricrodarci saremo sempre con voi. Oggi loro sono qui con noi, insieme ai loro probabili compagni di corso, insieme ad una città che hanno sempre amato. Queste ragazze sono lì tra i banchi dell'università con la loro voglia di apprendere. Forse sono a Piazzale Michelangelo, a Ponte Vecchio, nel vento che lambisce la nostra amata Toscana". "Sono in tutto 13. Stelle che splenderanno sempre nel cielo stellato dell'Europa".

Maestrini conclude il suo ricordo con una richiesta alle associazioni che seguono gli studenti "in questa bellissima esperienza che è l'Erasmus": non devono scordarsi che i giovani si affidano a loro come punti di riferimento e non possono seguire "l'improvvisazione", ma le "regole".

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