Renzi va a Verona e i Cobas di Ataf "festeggiano" in piazza Signoria

I Cobas hanno organizzato un flash-mob in occasione della partenza del sindaco per Verona. "Ciao Matteo, ora che te ne sei andato in camper... per favore non tornare"

Il camper dei Cobas

I contrasti tra i Cobas di Ataf e il sindaco Renzi sono in via di risoluzione, o meglio, di chiusura nel caso il sindaco vincesse le primarie e poi conquistasse Palazzo Chigi. E stamani per salutare in via definitiva la corsa del primo cittadino alla leadership del centrosinistra, i Cobas di Ataf (la società dei bus fiorentini di cui Renzi ha venduto il ramo trasporto ad una controllata del gruppo Fs) hanno organizzato un flash-mob in piazza della Signoria. Non è mancato subito un po’ di sfottò: “Ciao Matteo, ora che te ne sei andato in camper... per favore non tornare".

I Cobas hanno sventolato in cielo un grande pallone gonfiato ad elio con attaccato un fotomontaggio del volto del primo cittadino, salutandone la partenza con la mano e al megafono. I manifestanti, alcuni dei quali hanno indossato maschere riproducenti il viso del sindaco, hanno esposto uno striscione con la scritta 'Firenze liberata 13/9/'012' ed un grande cartello con il primo cittadino abbracciato a Cetto La Qualunque. A corredo del presidio, c'è stato anche un banchetto con un camper giocattolo tappezzato di ritagli di facce di Renzi ed alcuni pupazzi con incollata la sua faccia sulla testa: "Questi sono i suoi assessori – hanno commentato scherzando alcuni dei contestatori”.

Alessandro Nannini, tra i più agguerriti della rappresentanza sindacale, ha pungolato il primo cittadino ricordando il mandato di Renzi a Palazzo Vecchio: "Aveva promesso che avrebbe rafforzato il trasporto pubblico creando una megaspa dei bus, e invece ha venduto la società alle Ferrovie. Aveva promesso che avrebbe impedito la realizzazione del tunnel Tav sotto la città, e poi ha consentito che questo si potesse fare. Aveva promesso che avrebbe realizzato rapidamente le linee della tramvia, e ora è tutto fermo. Ha inaugurato il nuovo teatro del maggio musicale, e ora è tutto fermo perché mancano i soldi per finirlo. Tutte parole al vento, dunque. Per questi, e per tanti altri motivi, adesso un pezzo della città spera che Renzi, adesso che è partito non torni più indietro".
 

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