Clima, Antartide: le università italiane a caccia del ghiaccio più antico

L'obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Coinvolti scienziati delle università italiane di Venezia, Firenze e Milano-Bicocca

Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio piu' antico sulla Terra. L'obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri.

La Commissione Europea finanzia il progetto "Beyond Epica - Oldest Ice" (Be-Oi) con 2,2 milioni. Coordina l'istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz centre for polar and marine research (Awi). L'Italia partecipa nell'ambito del Programma nazionale di ricerca in Antartide (Pnra) finanziato dal ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca (Miur), e' presente nel consorzio con l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e Universita' di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca' Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell'Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa: questo l'obiettivo di 'Be-Oi'. Per dare l'idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell'atmosfera del passato. "Quello che ancora non siamo riusciti a comprendere e' perche' cambio' il ciclo dei periodi glaciali e interglaciali tra 900mila e 1,2 milioni di anni fa", spiega Carlo Barbante, professore all'Universita' Ca' Foscari Venezia e direttore dell'Idpa-Cnr.

Il primo lavoro sul campo partira' a breve: in Antartide il glaciologo Massimo Frezzotti (Enea) e i geofisici Stefano Urbini (Ingv) e Luca Vittuari (Universita' di Bologna), assieme ai colleghi degli altri istituti coinvolti nel progetto, analizzeranno lo spessore dei ghiacci, le loro caratteristiche fisiche e la topografia del basamento roccioso in due differenti siti sia da aereo che a terra.

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Lo spessore della calotta glaciale e' solo un primo indicatore della presenza di ghiaccio del passato, perche' a determinare quanto sono antichi gli strati di ghiaccio sono l'accumulo di neve e i flussi dei ghiaccio dal cuore dell'Antartide verso la costa. Durante il programma di ricerca sul campo gli scienziati contemporaneamente misureranno l'accumulo di neve, la dinamica del ghiaccio e useranno nuove tecnologie per perforare il ghiaccio e misurare le temperature.

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