Cimitero della tolleranza in Toscana: sepolture di atei e tutti i culti religiosi insieme

A proporlo, attraverso un processo di partecipazione, la sezione della Croce d'Oro di Montale

Il cimitero come punto di partenza per l’integrazione. Il luogo della fine come incipit per accumunare e scacciare le divisioni. Una proposta che sabato vedrà un gruppo di residenti riunirsi, su iniziativa della Croce d’Oro di Montale, nel Pistoiese, per discutere della realizzazione di un cimitero della tolleranza aperto alle sepolture di tutti i culti religiosi: cattolici, musulmani, ortodossi, seguaci del confucianesimo, ma anche atei e agnostici.

La sezione di Montale della Croce d’Oro - associazione pratese aderente al circuito delle Pubbliche assistenze - ha infatti promosso un “processo partecipativo” finanziato dalla Regione Toscana, con l’obiettivo di consultare i cittadini del comune dove ha intenzione di realizzare un cimitero aperto a tutte le confessioni religiose. A partecipare alla discussione saranno 50 cittadini estratti a sorte, 30 persone di religione non cattolica residenti nei comuni limitrofi a Montale e 5 soci dell’Unione atei, agnostici e razionalisti (Uaar).

«Dal punto di vista cimiteriale – spiega Fabio Baglioni, dello studio Baglioni e Poponcini che per conto della Croce d’Oro ha organizzato il processo di partecipazione - il comune di Montale è quasi saturo ed entro pochi anni c’è il rischio che le sepolture debbano avvenire in altri comuni. Il numero dei decessi è troppo basso perché qualsiasi soggetto, pubblico o privato, possa realizzare un camposanto. Per questo l'utilizzo del cimitero deve essere destinato anche alle salme di persone non residenti nel comune e i maggiori interessati sono i cittadini di credo non cattolico. La Croce d'Oro ha manifestato l'interesse a realizzare e gestire l'investimento, proposta che sarà formalmente presentata anche in funzione dei risultati del processo partecipativo».

Montale si trova in un’area densamente popolata, baricentrica rispetto alla piana industriale circoscritta nel triangolo Firenze-Prato-Pistoia. Il problema della sepoltura delle persone di religione non cattolica, si legge in una nota, non si presentava nei primi anni dell'immigrazione perché gl’immigrati erano persone giovani, e i defunti venivano seppelliti nel proprio paese d’origine. Oggi la situazione è cambiata: l'età della popolazione immigrata è salita e sono molte le persone nate in Italia o che hanno trascorso nel nostro paese buona parte della loro vita. Sempre più spesso i morti sono sepolti qui, e comincia a manifestarsi il problema dei cimiteri dedicati ai singoli culti, nonostante che dalla normativa vigente emerga in maniera chiara che “i piani regolatori cimiteriali possono prevedere reparti speciali e separati per la sepoltura di cadaveri di persone professanti un culto diverso da quello cattolico”.

«L’obiettivo dell’integrazione – spiega Claudio Santini, presidente della Croce d’Oro di Montale - non è certo raggiungibile solo attraverso i cimiteri, tuttavia si tratta di un’importante dimostrazione di rispetto e di attenzione, soprattutto in uno Stato che, come dice la nostra Costituzione, prevede la libertà di culto. Accogliere significa anche creare le condizioni perché chi arriva, indipendentemente dalla fede, possa sentirsi radicato e integrato, libertà che dovrebbe essere garantita anche agli italiani non credenti».


 

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