Chiuse due discoteche fiorentine

Si tratta del Dolce Zucchero e del Manduca: troppe risse e alcol a minori

Chiusura del Dolce Zucchero

Le sentenze di Tar e Consiglio di Stato: Dolce Zucchero e Manduca non potranno riaprire. Dopo anni di battaglie (soprattutto legali), esposti e sonno perso, i residenti di via Pandolfini possono finalmente cantare vittoria.  E' quanto riferisce il Corriere Fiorentino.

Prima il Tar e poi, ieri, il Consiglio di Stato infatti hanno dato ragione a Palazzo Vecchio, che nel marzo del 2018 su richiesta del questore Alberto Intini aveva revocato la licenza alla discoteca Dolce Zucchero, per anni teatro di risse, aggressioni e di casi di ubriachezza molesta. Non ultimo anche uno stupro di una ragazza di 17 anni, in stato confusionale, per il quale è imputato un albanese.

Contestualmente i magistrati hanno pure condannato i gestori del Dolce Zucchero al pagamento di duemila euro per le spese processuali.

E sarà difficile anche un subentro con una nuova autorizzazione, ma solo come pub: nuove aperture di questi locali, infatti, sono vietati per tre anni grazie al Regolamento Unesco.

Era dal 2015 - continua il Corriere -  che in quel locale venivano segnalati casi di vendita di alcol a minori, schiamazzi e risse.

Stessa sorte per un'altra discoteca Fiorentina, il Manduca di via San Biagio a Petriolo. Anche in questo caso a chiedere la revoca della licenza erano state Prefettura e questura per un'aggressione verificatasi all'ingresso del locale nel maggio del 2018, quando un buttafuori pestò a sangue un giovane fino a fargli perdere i sensi.

Il pestaggio del buttafuori

Poi, probabilmente per mascherare le sue responsabilità, l'addetto alla sicurezza trascinò la sua vittima a decine di metri di distanza lasciandolo sotto al viadotto all'Indiano. Senza che nessuno dei dipendenti della disco avvisasse la polizia o chiamasse il 118.

Ma aggressioni, minacce e disturbo alla quiete pubblica, in via San Biagio, erano all'ordine del giorno. Tanto che il Tribunale amministrativo della Toscana afferma che al Manduca c'era una situazione di perdurante pericolosità, e per questo ha respinto il ricorso presentata dai titolari riservandosi di entrare nel merito il prossimo 16 aprile. 

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