Chianti: nasce l'atelier dei sarti migranti / FOTO

I giovani realizzano pezzi unici con materiali di recupero e stoffe di pregio

Nel Chianti nasce l'atelier dei sarti migranti. Tre giovani sarti, ospiti della struttura di Sambuca, realizzano pezzi unici con materiali di recupero e stoffe di pregio fornite delle aziende pratesi.

I tre giovani, Sanna, Prezioso e Andy, poco più che ventenni, originari di Nigeria e Gambia,  a loro agio con ago, filo, metro ondivago sulle spalle, attorno ad una macchina da cucire elaborano le proprie creazioni, lavorando con lino, cotone, broccato.

Accostando colori e stoffe di diverso genere i giovani migranti, ospiti di Tavarnelle, realizzano borse, camicie, tovaglie, coperte, shopper destinati ad entrare nelle case del paese che li ospita.

L’attività è frutto di un progetto che apre una “sartoria a misura di diritti umani”, promossa dall’Associazione Ci incontriamo in collaborazione con la Misericordia di Tavarnelle e Barberino e patrocinata dall’Unione comunale del Chianti fiorentino.

I ragazzi imparano così un mestiere trasformando materiali di recupero provenienti anche da scarti di pregio, messi a disposizione da alcune aziende dell’area pratese, in capi di abbigliamento e complementi di arredo, per la casa, il design e l’arredamento.

Ogni giovedì i ragazzi si incontrano sotto la guida di due operatori artigiani, Riccardo Mori e Irene Grifoni, nell’ambito dell’associazione Ci Incontriamo, presieduta da Giovanni Cirillo, che coordinano il laboratorio di sartoria insieme a Sara Bicchi della Misericordia, tutor degli ospiti della struttura di Sambuca.

“Mentre condividono un percorso di valenza professionale, si fanno protagonisti di uno spazio sociale che abbatte le barriere linguistiche e culturali e mira a creare occasioni di integrazione, socializzazione e accoglienza delle diversità. Ognuno di loro è entusiasta dell’arte del cucito”, spiegano i volontari del progetto.

Ogni giovedì questi giovani artigiani del cucito vanno poi al mercato di Tavarnelle per esporre e vendere i loro prodotti. Il ricavato dalla vendita degli oggetti è finalizzato a sostenere il progetto stesso.

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