Aeroporto, la Cgil toscana: “No all'ampliamento di Peretola”

Il sindacato: “Tutelare lavoro e manifattura, non la rendita immobiliare. La nuova pista funzionale solo a un modello di turismo insostenibile”

Aeroporto (archivio)

La posizione della Cgil Toscana sull'aeroporto di Peretola non potrebbe essere più chiara: "no" all'ampliamento e alla nuova pista convergente all'autostrada da 2.400 metri, fortemente voluti invece da Confindustria, sindaco Nardella e presidente della Regione Rossi.

“Continuiamo a leggere dichiarazioni sulla necessità di ampliamento di Peretola. Noi siamo per la qualificazione e la tutela dell’occupazione dello scalo fiorentino, ma il progetto presentato, su cui ben sette amministrazioni locali hanno fatto ricorso contro il decreto di Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr), apre moltissime criticità: dall’interruzione del collegamento diretto tra Sesto e l’Osmannoro, al pregiudizio sullo sviluppo del Polo Scientifico, alla messa in discussione del Parco della Piana così come previsto dagli strumenti urbanistici della Regione e del Comune di Sesto, al mantenimento della vocazione produttiva manifatturiera dell’Osmannoro. Inoltre, la proposta non è inserita in un progetto organico di sviluppo dell’area di Firenze e della sua cintura. Non possiamo quindi esprimere come Cgil Toscana un giudizio positivo sull’attuale progetto, vista anche l’incongruenza degli interventi infrastrutturali che verrebbero ad insistere sul territorio della Piana”.

Il discorso che fa la Cgil, in sostanza, è sul “modello di sviluppo che vogliamo per la Toscana. Se vogliamo uno sviluppo basato su un turismo smodato che arrivi a 50 milioni di turisti e che favorisce la rendita immobiliare o se vogliamo tutelare il lavoro e il settore manifatturiero. Quando abbiamo deciso che modello vogliamo le infrastrutture si decidono di conseguenza”, prosegue Brotini. E il potenziamento di Peretola rientrerebbe nel primo modello.

“E’ sbagliato prevedere e dimensionare la pista solo in funzione della crescita esponenziale e smodata dei turisti in entrata su Firenze. Nei nostri territori si è affacciato un modello di turismo distruttivo di qualità della vita in ambito urbano, con processi di svuotamento di abitanti ed attività artigiane a favore di attività come gli affitti turistici di breve durata. La crescita smodata di tale modello provoca il collasso delle città d’arte ed universitarie, i quotidiani ingorghi, la crescita delle diseguaglianze sociali - lavoro povero e spesso grigio - e territoriali e la fuga dalle attività manifatturiere a favore della rendita immobiliare. Noi siamo per un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile, che renda possibili qualità della vita e mobilità sociale attraverso un manifatturiero rinnovato ed un turismo sostenibile e distribuito in maniera meno diseguale all’interno di tutto il perimetro regionale”, spiega Brotini.

Da qui, la posizione ufficiale della Cgil di mantenere quello fiorentino come 'city airport' e quello di Pisa come 'l'aeroporto della Toscana', “potenziando i collegamenti ferroviari Pisa-Firenze, favorendo i collegamenti rapidi con Siena e su tutta la direttrice dell’area Lucca- Pistoia-Prato sia verso Firenze che Pisa e sul collegamento su ferro Peretola-Firenze e con il futuro hub dell’Alta Velocità”, cioè la stazione Foster che dovrebbe (ma tutto è incerto) sorgere agli ex Macelli di via Circondaria.

Sul versante Tav infatti il sindacato esprime un 'sì' netto sia al tunnel che alla Foster. “E' necessario liberare i binari di superficie, così che siano destinati al trasporto regionale e a chi per lavoro si sposta in Toscana. Tutti i treni ad alta velocità dovrebbero fermarsi in una stazione apposita, non a Santa Maria Novella (ma invece nei piani di Ferrovie, basate su indagini interne che dicono che i passeggeri vogliono arrivare in centro, sarebbero comunque la minoranza dei treni a fermarsi alla Foster, ndr), dove dovrebbero arrivare solo treni pendolari”, auspica Brotini.

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