Immigrazione, la Cgil contro Nardella: “No ad un Cpr in Toscana”

Il sindacato replica al sindaco, che in occasione della visita della ministra Lamorgese è tornato a dirsi 'disponibile' ad un Centro di permanenza e rimpatrio

Foto d'archivio

Un Cpr, Centro di permanenza e rimpatrio, in Toscana? “Assolutamente no”. La chiusura, netta, arriva dalla Cgil, dopo che il sindaco Dario Nardella martedì scorso, in occasione della visita della ministra dell'Interno Larmorgese a Firenze, è tornato a chiedere un Cpr in Toscana.

“Non parliamo della badante, ma di immigrati che delinquono”, le parole di Nardella, che spesso in passato si era già espresso a favore dell'apertura di un centro in territorio fiorentino o toscano, suscitando la ferma opposizione, tra gli altri, del presidente della Regione Enrico Rossi.

Alla ri-proposta di Nardella, rimasta un po' in sordina a dire il vero, ha replicato secco il sindacato.  “Abbiamo sempre considerato un valore politico e culturale la scelta di non aver mai voluto aprire nella nostra regione un simile Centro. Cambiano i nomi (rispetto agli ex Cie, ndr) ma restano Centri in cui rischiano di finire non certo efferati criminali come si vuol far credere, ma persone colpevoli solo di non avere documenti validi o colpevoli di dover essere ancora identificati”, affermano Maurizio Brotini e Gianluca Lacoppola, rispettivamente di Cgil Toscana e Cgil Firenze.

“Ritenere che, senza alcun tipo di condanna dell'autorità giudiziaria, si possa prevedere di togliere la libertà personale è gravissimo. I diritti costituzionali devono applicarsi a tutti”, proseguono Brotini e Lacoppola, che sottolineano come “i Cpr secondo le ultime indagini troppo spesso si sono rivelati luoghi dove sono stati continuamente violati i diritti umani e la dignità delle persone".

"Come Cgil - concludono i due -, siamo convinti che le risorse debbano essere impiegate non in Cpr, ma in percorsi di accoglienza e integrazione, in un sistema di accoglienza diffusa da rilanciare e rafforzare prima di tutto attraverso l'abolizione dei decreti sicurezza”.

L'uscita di Nardella stimola invece il plauso di destra e Lega, che infatti questa mattina, lunedì, presenterà un question time in consiglio comunale per avere maggiori 'dettagli' sulla questione dall'assessore alla sicurezza Andrea Vannucci.

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Quello di Nardella potrebbe inoltre, a ormai poco più di cento giorni dalle elezioni regionali, rivelarsi un assist per il centrodestra a trazione leghista. Coalizione che infatti potrebbe usare, tra gli altri, anche l'argomento del Cpr per incunearsi tra le divisioni della eterogenea (per usare un eufemismo, visto che racchiude 18 sigle) coalizione che appoggia il candidato Pd Eugenio Giani.

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