Il centro equestre: l'eccellenza per disabili che lotta per non morire

L'ippoterapia è vitale per i ragazzi svantaggiati: dopo lo sfratto e la proroga è ripresa l'attività. Il dialogo con l'amministrazione per salvarla

Quando un'attività sociale dà sollievo a persone svantaggiate non ci dovrebbe essere neanche da discutere. Eppure - vuoi a causa della burocrazia, di un'attenzione mai abbastanza adeguata per le persone non autosufficienti e un po' per incuria e cialtroneria - la storia del Centro equestre fiorentino mostra che non sempre è così.

Nella struttura di via delle Isole nella zona dell'Argingrosso, all'Isolotto, da oltre 20 anni si aiutano i disabili grazie all'ippoterapia: ragazzi paraplegici, autistici, persone con difficoltà motorie o lessicali trovano sollievo grazie ai cavalli. Una pratica caldeggiata dagli stessi medici e che rappresenta un vero e proprio toccasana per queste persone. 

Solo che mantenere la baracca, fra animali, maneggio e le tantissime spese, è un'impresa. Per di più ci si è messo anche il Comune, proprietario dell'area, che alla fine del 2018 ha intimato uno sfratto per dicembre. Motivo: vincoli urbanistici e irregolarità dei manufatti non più "sanabili" come accaduto in passato.

Grazie anche all'interessamento dell'ormai ex consigliere comunale Tommaso Grassi il centro è riuscito a ottenere una proroga: dalla fine del 2018 alla fine del 2019. Ma nel frattempo un altro scoglio burocratico: la mancanza di copertura assicurativa ha fatto rimanere ferme le attività, che sono riprese un mese fa.

Così i genitori dei ragazzi, che da una quarantina sono passati a 20 (ma che sperano gradualmente di essere reinseriti), hanno formato insieme a istruttori qualificati una nuova associazione che si chiama "Il centro equestre Asd". Sono loro ad accollarsi le spese, fra le quali anche i 380 euro al mese di affitto da pagare al Comune: un canone scontato di oltre il 70% per i reinserimenti socioterapeutici che si fanno al centro. 

"Tiriamo fuori soldi di tasca nostra - spiega Loredana Itelli, presidente dell'associazione - dalla riapertura del centro si parla di 7000 euro fra la rimessa in funzione della struttura, manutenzioni varie, box, maneggio e le spese correnti".

 "Ci sono ragazzi che hanno subito gravi conseguenze dalla sospensione delle attività, alcuni hanno perso persino il sonno, chiedono continuamente di tornare a cavallo", racconta Loredana.

Uno spiraglio è arrivato ieri dall'incontro dei genitori con l'amministrazione comunale. "Abbiamo incontrato l'assessore Del Re - ha raccontato la presidente Itelli - è stata molto cordiale e si è impegnata a trovare una soluzione. A dicembre dovremo smontare tutto e questo lo sappiamo. L'amministrazione ci ha riferito che bandirà una gara per l'affidamento dell'area e nel caso riuscissimo a proseguire lì le nostre attività sarà necessario ricostruire tutto a norma".

Il rischio da scongiurare, per i ragazzi, è che questo cambiamento possa costringerli ad interrompere nuovamente le terapie. Una evenienza che, per loro, sarebbe l'ennesimo grave danno che arriva dopo la beffa.

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