Istituto Sangalli: a tavola insieme cristiani, ebrei e musulmani

Ieri in piazza San Firenze cena per la pace: "Una spinta al confronto tra religioni e al dialogo". Nel 2016 nuovi incontri a tavola per mettere insieme le tre tradizioni culinarie

Una spinta al confronto tra religioni in un momento in cui il dialogo necessita di un'accelerazione forte. E' con questo obiettivo che l'Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose ha messo a tavola simbolicamente per le festività 2015 ebrei, cristiani e musulmani.

All'evento, ieri nella sede fiorentina dell'Istituto, in piazza San Firenze, hanno partecipato Joseph Levi, Rabbino-capo di Firenze, don Luca Mazzinghi, presidente Associazione Biblica Italiana e professore al Pontificio Istituto Biblico di Roma, insieme all’imam Izzeddin Elzir, Presidente UCOII.

"Abbiamo messo a tavola ebrei, cristiani e musulmani per alimentare il dibattito su tematiche di dialogo interreligioso, che vuole trovare strumenti concreti utili per la convivenza pacifica all'interno delle nostre comunità - spiega Maurizio Sangalli, presidente e fondatore dell'omonimo istituto -. Da qui la volontà di celebrare simbolicamente le festività con i rappresentanti delle tre comunità religiose e presentare un ciclo di incontri che a inizio 2016 ci porterà ad approfondire le tradizioni gastronomiche di ciascuna religione sia dal punto di vista culturale e religioso, che dal punto di vista culinario, con la preparazione e la degustazione di piatti tradizionali".

E' stato fatto anche il bilancio delle iniziative messe in campo a Firenze dall'Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose ad un anno dall'inaugurazione ufficiale delle sua sede fiorentina. Tra le altre cose, 4 borse di studio assegnate a giovani ricercatori in dodici mesi di attività, 30mila euro investiti in assegni e sostegni finanziari alla ricerca, partecipazione ad eventi internazionali come "Unity in Diversity", collaborazioni con istituti di ricerca esteri (Università di Valencia e il CNR spagnolo), un progetto per attrarre dall'estero a Firenze i più quotati ricercatori in tematiche storico-religiose e di dialogo tra religioni.  

Tra le novità 2016 ci sarà, come detto, il ciclo di incontri “La religione è servita. Ebrei, cristiani e musulmani si incontrano a tavola”, in programma tra febbraio ed aprile, con la collaborazione degli studenti dell'Istituto Alberghiero ‘Aurelio Saffi’. Di seguito i piatti usciti dall'incontro a tavola di ebrei, cristiani e musulmani.

Piatti dalla tradizione islamica: Tabulè: è una pietanza araba del Vicino Oriente, appartenente alla cucina levantina. Consiste in un'insalata a base di couscous, con prezzemolo, cipollotti e menta tritati fini e con pomodoro e cetrioli a tocchettini, il tutto condito con succo di limone e olio d'oliva. Falafel con hummus: è una pietanza mediorientale costituita da polpette di legumi speziate e fritte servite con una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo aromatizzata con olio di oliva, aglio, succo di limone e paprica, semi di cumino in polvere e prezzemolo finemente tritato.

Piatti dalla tradizione ebraica: Zucca sfranta: è una ricetta tipica della cucina ebraica italiana che si prepara proprio in occasione della cena di Kippur, tratta dal libro di cucina ebraica di Edda Servi Machlin dove sono raccolte le memorie gastronomiche della piccola comunità ebraica di Pitigliano, in Toscana, presente nella cittadina medievale sin dal quattordicesimo secolo. A base di zucca gialla, cipolla e erbe aromatiche e servita su crostoni di pane tostato. 
Concia di zucchine: è un piatto tradizionale della cucina ebraica romana, diffuso con alcune varianti in molte regioni d’Italia. E' a base di zucchine fritte messe a marinare con erbe aromatiche, aceto e olio.

Piatti dalla tradizione cristiana: Spiedini di caprese: insalata caprese servita su di uno spiedino di bambù, è un piatto tipico della cucina campana a base di due ingredienti locali come il pomodoro e la mozzarella, prende il nome dall’isola di Capri. Baccalà mantecato con crema di fagioli e sedano: è la versione moderna di una preparazione della cucina povera della costa toscana il "baccalà con i fagioli”. Il baccalà, a differenza di oggi, era un ingrediente povero.

A chiudere la degustazione delle festività di ebrei, cristiani e musulmani la Torta della pace, a base di uova, farina di mandorle e zucchero, ideata dall'Istituto Alberghiero Aurelio Saffi. Un dolce che per la scelta degli ingredienti rispetta non solo le diverse regole delle tre tradizioni religiose ma può essere il simbolo della festa all'insegna del dialogo interreligioso a tavola.

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