Le meraviglie del castello di Sammezzano

Poco distante da Firenze c'è un castello delle meraviglie. Seguici nelle stanze della tenuta di Sammezzano, dove l'oriente rivive tra le bellezze della Toscana

Castello di Sammezzano, interni

Nel vasto parco che lo circonda troverete persino una sequoia di 46 metri, l’albero più alto di tutta la Toscana e il 5° in Italia. Perché l’incredibile spettacolo di Sammezzano, piccola località nel comune di Reggello, comincia da qui. Circondato da alberi secolari si trova il celebre castello di Sammezzano, una struttura unica nel suo genere, vero gioiello nascosto della Toscana.

Non aspettatevi la solita fortezza medioevale, perché in questo antico maniero batte un cuore rivolto a Oriente. Si racconta che persino Carlo Magno abbia soggiornato nelle sue stante, mentre nel 1878 è documentata una visita da parte del re Umberto I. Appartenuto alla famiglia fiorentina dei Gualtierotti fino al 1488, il castello divenne poi proprietà di Bindo Altoviti e di Giovanni de' Medici. Nel 1564 il Granduca Cosimo I stabilì la bandita di Sammezzano, un ampio territorio dove era proibito pescare o cacciare senza permessi, per poi donare la tenuta al figlio Ferdinando, futuro Granduca di Toscana.

Durante il ‘600 il castello venne acquistato dagli Ximenes d'Aaragona, per poi passare in eredità ai Panciatichi nel 1816. Fu il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona a progettarne l’aspetto attuale, realizzando tra il 1853 e il 1889 un’insolita e splendida struttura in stile moresco, l’arte islamica diffusasi nel Mediterraneo Occidentale tra la fine dell'XI secolo e la fine del XV. Il risultato fu un castello dall’architettura visionaria, impreziosita da forme fantasmagoriche e coloratissime, che catapultano lo spettatore in uno scenario da Mille e una Notte. 

Se la facciata richiama alla mente il mausoleo indiano Taj Mahal, gli interni si ispirano nelle decorazioni all'Alhambra di Granada. Numerose e tutte diverse sono le stanze che racchiude al suo interno: tra queste spiccano la sala dei Pavoni, la galleria fra la sala degli Specchi e l'ottagono del Fumoir, la sala Bianca e persino una piccola cappella, andando a creare un incredibile labirinto di colori.  

Il Marchese Panciatichi, nato nel capoluogo toscano nel 1813, fu tra i protagonisti indiscussi della vita sociale e politica di Firenze Capitale: uomo di cultura, fine collezionista e botanico appassionato, Ferdinando compì un’opera d’importante mecenatismo per la città. Non solo attraverso generose donazioni, ma anche collaborando con le istituzioni culturali fiorentine, dall’Accademia agli Uffizi, passando per il Bargello, i Georgofili e la Società Toscana di Orticultura, partecipando attivamente alla vita politica cittadina. 

Del suo genio visionario rimane oggi il Castello di Sammezzano, al quale dedicò buona parte della sua esistenza, per poi spegnersi nelle sue stanze il 18 ottobre 1897. Dopo anni di abbandono e progressivo degrado il maniero è in fase di recupero, mentre l’associazione no profit Comitato FPXA 1813-2013, nato per celebrare i 200 anni dalla nascita del Marchese, organizza periodicamente visite aperte al pubblico. Raccontando la storia del Marchese e del suo incredibile castello, affinché la memoria non vada perduta.

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