Il susseguirsi di anticicloni africani si è fatto sentire in Italia. Aria bollente e colonnina di mercurio stabile sui 40 gradi. Caldo, afa, e clima in progressiva e continua piega verso una tropicalizzazione dei fenomeni meteorologici. Consigli e raccomandazioni per anziani, malati, bambini e perfino per le fasce meno a rischio. Ed allora luoghi freschi, aria condizionata, molta acqua, frutta. C’è chi ha scelto il mare, altri la montagna, fino a che i giorni da bollino rosso di ‘Caronte’ sono scivolati via.
Poi la temperatura è scesa di qualche grado riportandosi in asse con le medie stagionali. Per tutti, meno che per un migliaio di persone, i detenuti di Sollicciano. “A Firenze la situazione è tragica: abbiamo avuto molti morti, molti suicidi e abbiamo le celle di Sollicciano che in questi giorni sono a 45 gradi”. A dirlo è stato questa mattina il garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, a margine della riunione, oggi nel capoluogo toscano, del coordinamento nazionale dei garanti dei detenuti.
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Ci sono due caposaldi che contribuiscono a sorreggerete, tra gli altri, lo stato di diritto: la certezza della pena ma soprattutto la dignità della pena. Un aspetto, quest’ultimo, sempre più lontano a Sollicciano, per questo insopportabile. Mura spesse ed il sole a strisce nelle vesti di un doppio nemico; sotto pelle, nostalgia della libertà, sulla pelle, calore insopportabile e martellante. Una situazione complicata amplificata da un’altra piaga storica del carcere fiorentino, il sovraffollamento. Corleone, infatti, ha fornito ancora una volta cifre note, le stessi che segnano il penitenziario da anni. Così il numero dei detenuti a Sollicciano è “ormai sempre costantemente sopra i mille”, precisamente il doppio della capienza regolamentare. Piccoli spazi, tanti corpi, ed un caldo cattivo. Ed incastonati in questo quadro antichi problemi: “A Sollicciano c’è una condizione molto difficile per il caldo – ha continuato Corleone – ma anche per la situazione di vita. Il personale ha una carenza enorme, del 32%”. Per questo “faremo presto una riunione – ha concluso il garante – per decidere quali iniziative sono da prendere al più presto”.





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