Carabiniere condannato per stupro: “Rapporto sessuale con violenza, approfittando di situazione di inferiorità”

Uscite le motivazioni della sentenza di condanna dell'appuntato Marco Camuffo, uno dei due militari accusati di violenza contro due studentesse americane

Fu un "rapporto sessuale con violenza, senza il consenso, approfittando di una situazione psicofisica di inferiorità ma soprattutto a fronte del dissenso ben espresso dalla ragazza".

E' quanto scrive il giudice del Tribunale di Firenze Fabio Frangini nelle motivazioni, uscite ieri, della condanna a 4 anni e 8 mesi, con il ricorso al rito abbreviato, nei confronti dell'appuntato Marco Camuffo, 44 anni, uno dei due carabinieri accusati di aver stuprato, la notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 a Firenze, due ragazze statunitensi di 19 e 21 anni.

I militari incontrarono le due giovani nella discoteca Flo di piazzale Michelangelo, mentre erano in servizio di pattuglia. Si offrirono di riaccompagnate a casa, in centro, ma poi invece di salutarle entrarono nel palazzo e nel vano scale, secondo le accuse, le violentarono.

Il giudice Frangini ha poi ritenuto che il collega di Camuffo, il 32enne Pietro Costa, "fa dichiarazioni che inchiodano Camuffo, dicendo di aver sentito i 'no.. no', 'no.. cosa fai'" della ragazza americana.

Secondo le accuse nei confronti dei due carabinieri, le ragazze avevano bevuto al punto di non essere in grado di opporsi. ''Sostenere - scrive il giudice - come hanno fatto Camuffo e Costa, che non si sono accorti che avessero bevuto è un falso, tanto evidente quanto ingenuo. Non vi possono essere dubbi sul fatto che le ragazze avessero bevuto e parecchio. Una serata nella quale due ragazze hanno cercato di divertirsi, semmai anche bevendo alcolici oltre il limite, ma non per questo le stesse devono essere colpevolizzate: non per questo il loro racconto può definirsi inattendibile".

Per il giudice, "nel momento in cui i due militari fanno salire le ragazze a bordo della vettura, non solo sono consapevoli del loro stato, ma verosimilmente già immaginavano come condurre i momenti successivi".

Il giudice Frangini sottolinea poi che mentre la ragazza che accusa Camuffo della violenza fornisce un "racconto della violenza sessuale coerente, non contraddittorio, sempre uguale nelle varie dichiarazioni rese, per nulla enfatizzato", l'appuntato dei carabinieri dà "una sua versione dei fatti assolutamente risibile, non logica, descrivendo una scena sessuale ridanciana se non fosse di assoluta drammaticità".

Per il collega di pattuglia di Camuffo, Pietro Costa, 33 anni, anche lui rinviato a giudizio con le identiche accuse nei confronti dell'altra giovanissima studentessa americana, il processo con rito ordinario inizierà a maggio.

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