Il capo dei vigilini Sas interrogato in carcere: "Mai preso un euro, segnalai le anomalie al direttore generale"

Antonio Raimondo risponde al gip, respinge le accuse e punta il dito contro i suoi superiori. Su Jacopo Vicini: "Un amico, ma mai promesso voti"

Parcheggiatori abusivi

“Io non ho mai preso un euro...”. Si difende, respinge le accuse e, di fatto, scarica sui suoi superiori la responsabilità del mancato controllo sul comportamento dei vigilini Antonio Raimondo, il capo dei controllori della sosta Sas finiti nella bufera per l'inchiesta “Free parking” della procura e della polizia municipale di Firenze. Raimondo, assistito dagli avvocati Francesco Stefani e Anna Maria Gallo, è stato interrogato stamani in carcere a Sollicciano dal gip Angelo Antonio Pezzuti per un paio d'ore. Ha risposto alle domande del giudice, chiarendo la sua posizione.

“Le multe che ho archiviato le ho archiviate per motivi legittimi” ha detto Raimondo, riferendosi alle presunte multe “stracciate” ad amici e amici degli amici (compresi due vigili urbani, un dirigente sportivo, la segretaria di un assessore) che gli sono costate la contestazione di abuso di ufficio. E sull'assenteismo? “Molte volte ho lavorato oltre l'orario” ha risposto Raimondo, configurando una sorta di compensazione tra pause pranzo “allungate” – questa l'accusa della procura che gli contesta la truffa aggravata per cui si sta muovendo anche la Corte dei Conti – e recupero delle ore perse tramite straordinari spontanei.

Per quanto poi riguarda il comportamento di Vittorio Sergi, il vigilino Sas che voleva chiedere il pizzo a tutti i parcheggiatori abusivi di Firenze, Raimondo ha spiegato: “Sergi l'ho segnalato più volte al direttore generale Sas, ho anche tentato di allontanarlo dal piazzale Vittorio Veneto, più di questo io non potevo fare”. Se c'è da cercare qualche responsabilità tra chi doveva controllare i controllori, lascia insomma intendere Raimondo, bisognerà guardare più in alto, nella scala gerarchica.

E sul segretario del sindaco Jacopo Vicini e il presunto scambio voti-biglietti? “Con Jacopo siamo amici, lo conosco bene - ha detto Raimondo -  non gli ho mai offerto o promesso vantaggi, né io né per interposta persona, non gli ho mai promesso voti, anche perché avevo saputo proprio da lui che non si sarebbe candidato

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Dopo Raimondo e Sergi (difeso dall'avvocato Andrea Renieri, anch'egli ascoltato stamani) il gip Angelo Antonio Pezzuti ascolterà i parcheggiatori abusivi – a partire dai fratelli Vittorio e Umberto Fiume Pugliese e il fratellastro Franco Pugliese – e uno dei 6 ausiliari sospesi.

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