Vinci, polemica sui 'capelli' di Leonardo in mostra: "Sciocchezza, non ci crede nessuno" / FOTO

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt replica seccamente ai curatori della mostra: "Questa cosa non vale nemmeno la pena di essere analizzata"

Una ciocca di capelli che potrebbe essere appartenuta a Leonardo è stata mostrata oggi a Vinci dallo studioso e direttore del Museo Ideale di Vinci Alessandro Vezzosi, in contemporanea all'apertura di due musei nella cittadina e nel giorno dell'anniversario dei 500 anni dalla morte del Genio, per il quale sono stati emessi anche 4 francobolli commemorativi.

La 'reliquia', finora mai vista in pubblico, fu acquistata, ha spiegato Vezzosi, nel 1925, dal collezionista americano Harold K. Shigley. I capelli, una ventina di fili probabilmente biondi, furono ritrovati ad Amboise.

"Nel 1863 lo scrittore e ispettore dei musei Arsene Houssaye fu incaricato di scoprire la tomba di Leonardo da Vinci e, acquisito il feretro, trattenne per sé due reliquie: un anello e questa ciocca di capelli", ha detto Vezzosi, ciocca ora esposta nella mostra 'Leonardo Vive'.

La volontà ora sarebbe quella di confrontare il Dna dei capelli con quello dei discendenti di Leonardo.

'Capelli' di Leonardo, la replica: "Sciocchezza, non ci crede nessuno"

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt però spara a zero sull'iniziativa. "Questa cosa sulla ciocca è veramente sciocca. Nessuno specialista ci crede e tra l'altro è estremamente improbabile che una ciocca di Leonardo potesse essere ritrovata in una collezione privata americana", ha detto Schmidt a margine della presentazione, nell'auditorium Vasari di Firenze, dell'annullo filatelico da parte di Poste Italiane dei 4 nuovi francobolli dedicati a Leonardo da Vinci, nell'anniversario dei 500 anni della sua morte.

"Per giunta, il collezionare ciocche di famosi personaggi oppure dei propri cari è una tradizione che risale al romanticismo, all'Ottocento. Mentre sarebbe stato completamente fuori epoca per il Rinascimento. Solo per i santi martiri, nemmeno i beati, si tenevano parti del corpo, ma sicuramente non per grandi scienziati e grandi artisti. Di Beethoven, per esempio, abbiamo ciocche che potrebbero essere di centinaia di migliaia di musicisti, di persone con i capelli grigi, proprio perché c'era questa 'cioccomania' nell'Ottocento".

Per questo, conclude il direttore degli Uffizi, "non lasciamoci troppo prendere dall'entusiasmo per Leonardo: questa cosa non vale nemmeno la pena di essere analizzata nel dettaglio". Sotto la ciocca mostrata a Vinci:

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