Cantieri tramvia 3, odissea parcheggio: "600 posti auto in meno" | FOTO

La situazione fra Statuto e Dalmazia denunciata da un cittadino: "Impossibile viverci"

600 posti auto in meno solo fra lo Statuto e piazza Dalmazia. E' la cifra stimata da Pier Luigi Tossani, residente della zona ed attivista fiorentino anti Tav che ha documentato in un lungo post sul suo blog personale i tanti disagi che sono costretti a subire i cittadini per la presenza dei cantieri per la realizzazione della linea 3 della tramvia. "In queste zone, come peraltro in tutta la città, se noi avevamo un problema, era quello del parcheggio - spiega in un lungo post sul suo blog - già prima dell’inizio dei lavori la situazione era pesante, ma ora è diventata proibitiva, perché dove passa, la tramvia riduce pesantemente la carreggiata agibile. Per le auto rimane solo una corsia di scorrimento per ognuna delle due direzioni, da Fortezza verso Careggi e viceversa. Tutti i posti di parcheggio che erano prima disponibili sui due lati di Statuto, Guasti, Gianni, Tavanti, poi Vittorio Emanuele fino a Dalmazia, sono già stati soppressi".

Tossani spiega infatti come "a lavori finiti sarà lo stessa cosa, poiché gli effetti dell’infrastruttura non sono transitori, bensì irrevocabili". "La cosa è sperimentabile già adesso, perché, specie in certe ore tipo quelle serali, quando tutti tornano a casa, se si cerca un parcheggio in quelle zone, si gira e rigira all’infinito - spiega - senza alcuna garanzia di trovarlo, e se sì, non si sa quanto lontano da dove lo si cercava". 

"Vi è, in aggiunta, anche un altro grosso problema - prosegue Tossani - come fa ora, una famiglia che abita in quelle case, a fare cose anche normali, come fermarsi anche pochi minuti davanti casa per caricare/scaricare le valigie per un viaggio, far scendere o salire di casa una persona disabile e sistemare la carrozzina nel baule della vettura, piuttosto che scaricare un mobile o la spesa e portarli al secondo piano? O si dovrebbe forse salire, per fare queste umili ma umane manovre, con la macchina a metà sul marciapiede, il cui cordolo è alto dodici centimetri? Ci vorrebbe un fuoristrada, o spacchi la trasmissione. Oltre al fatto di dover invadere il marciapiede per mancanza di alternativa".

"E non dirò preventivare cose più complesse, ma sempre ricadenti tra le possibili attività umane, come un trasloco con l’autoscala, che normalmente sta in strada - conclude Tossani - oppure fare dei lavori alla facciata del condominio, cosa per la quale si fa correntemente un cantiere a costosissimo pagamento di concessione comunale di suolo pubblico, occupando una decina di metri di carreggiata, ora non più agibile. Se l’amministrazione non vuole che teniamo più l’automobile, ce lo dica".

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