Cannabis terapeutica sempre più diffusa, Rossi: “Aumentare la produzione” / FOTO

Il presidente della Regione visita l'Istituto Farmaceutico Militare, l'unico autorizzato in Italia a produrre 'cannabis di Stato': "Sciocco comprare dall'Olanda"

Arrivare a produrre fino a 3mila800 chili di cannabis terapeutica all'Istituto Farmaceutico Militare fiorentino di via Reginaldo Giuliani, l'unico autorizzato in Italia a produrre 'cannabis di Stato'. E' l'auspicio del presidente della Regione Enrico Rossi, nella visita di questa mattina, accompagnato dal direttore dello stabilimento, il colonnello Antonio Medica.

“Quest'anno produrremo 150 chili, che aumenteranno fino a 300 nei prossimi anni”, spiega Medica. Una produzione non in grado di coprire il fabbisogno nazionale, previsto per il 2018 intorno ai 700-800 chili: gran parte dovrà dunque essere acquistata dall'estero (si prevedono importazioni di cannabis dall'Olanda per circa 4,2 milioni di euro).

“E' sciocco comprare all'estero. Al Farmaceutico ci sono spazi per arrivare a coprire l'intero fabbisogno, con una cannabis terapeutica di qualità maggiore. Ogni Regione potrebbe fare un investimento pari al suo fabbisogno, aiutando questo Istituto a svilupparsi. Noi siamo disponibili a finanziare una serra come quelle che abbiamo visitato”, dice Rossi, intenzionato a chiedere PIù investimenti al ministro della salute Giulia Grillo, che ha visitato l'Istituto nei mesi scorsi.

La Toscana è stata la prima Regione, nel 2012, a prevedere l'uso dei cannabinoidi per scopi terapeutici e a completo carico del servizio sanitario regionale. Si tratta di farmaci usati (normalmente in forma di polvere o di decotto) per il trattamento di dolori cronici e neuropatici, ma anche per pazienti malati di cancro, Sla, sclerosi multipla, fibromialgia e sindrome di Tourette.

L'utilizzo di farmaci a base di cannabis è in continua espansione e aumentano le prescrizioni mediche, anche per gli effetti positivi riscontrati sui pazienti. A carico della Regione nel 2017 sono stati curati con cannabinoidi 1.285 pazienti, con una spesa complessiva di 314mila euro circa.

“E' necessario arrivare in pochi anni a produrre fino a 3mila800 chili (oltre venti volte la produzione attuale, ndr), un livello adeguato perché i medici stanno imparando a prescrivere i cannabinoidi”, aggiunge Rossi, auspicando “un sistema tutto pubblico, senza ricorrere ai privati”, per evitare copyright sulle molecole prodotte con i conseguenti aumenti di costo per i pazienti.

Il presidente della Regione ha infine citato come caso virtuoso il Canada (che tra l'altro pochi giorni fa ha legalizzato il consumo anche ricreativo della marijuana, ndr), dove i cannabinoidi si usano per curare un più ampio numero di patologie (per informazioni sui farmaci cannabinoidi è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18, il numero verde regionale 800 880101).

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