Ospedali: via libera alle visite degli amici a 4 zampe

Nuove norme di accesso per i presidi ospedalieri dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro

E’ stato Ulisse il primo amico a quattro zampe del 2018 ad entrare in ospedale. Il barboncino di taglia piccola ha incontrato in sala d'attesa la sua padroncina, ricoverata da qualche giorno al Santo Stefano di Prato, dopo un periodo di lontananza forzata.

In tutti i presidi ospedalieri dell’Azienda Sanitaria Toscana Centro (Firenze, Empoli, Prato e Pistoia) i pazienti potranno ricevere la visita del proprio “amico a quattro zampe”, grazie al regolamento adottato nel dicembre scorso per l’accesso degli animali d’affezione in visita ai degenti nelle strutture ospedaliere.

L’obiettivo delle nuove regole è quello di stimolare la guarigione e favorire i benefici fisici e psicologici del paziente. "Gli animali svolgono un ruolo importante nella cura dei malati, aiutano a superare l’ansia, lo stress, trasmettono calore affettivo ed aiutano a soddisfare i bisogni di sicurezza nei pazienti ricoverati, soprattutto nei bambini e negli anziani", spiega la nota diffusa dalla Regione.

L’accesso degli animali in ospedale deve essere richiesto nel reparto di degenza dal paziente o da un familiare. Sarà il medico a valutare la compatibilità delle visite con lo stato di salute dei pazienti.

Sono ammessi cani, gatti ed altri animali domestici di piccola taglia iscritti all’anagrafe animali d’affezione, coperti da polizza assicurativa per eventuali danni a terzi o cose ed accompagnati da libretto veterinario. L’ingresso è consentito soltanto durante l’orario di visita ai pazienti. 

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Per l’appuntamento con il proprio “beniamino” devono essere rispettate alcune regole: utilizzare il trasportino o il guinzaglio. In particolare per il cane, il guinzaglio deve essere di lunghezza non superiore ad un metro e mezzo. Deve inoltre indossare la museruola che potrà essere tolta durante la visita al paziente. E’ necessario avere a disposizione strumenti per la raccolta delle deiezioni, mantenere il controllo costante dell’animale ed evitare qualsiasi disturbo alle attività cliniche ed agli altri pazienti.

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