Grassina, morto un altro cane per possibile avvelenamento

Ercole, un pitbull di sette anni, non ce l'ha fatta, mentre il piccolo Darko, un setter di nemmeno due anni, sta lottando per la vita in una clinica veterinaria. In entrambi i casi l'ipotesi di avvelenamento resta la più accreditata

Un altro boccone fatale nella zona di Bagno a Ripoli. E' successo nell'area di Bubè e Fattucchia, nei pressi del campo in cui si svolge la celebre rievocazione storica durante il periodo pasquale. Ercole, un pitbull di 7 anni, è morto poco dopo essere rientrato da una passeggiata con la padrona, probabilmente in seguito all'ingestione di un boccone avvelenato. 

Pochi giorni dopo è stata la volta di Darko, un setter di neanche 2 anni che al momento si trova ricoverato in una clinica veterinaria della zona. “Mio marito pensava che stesse ingerendo delle feci di capriolo” - racconta la sua padrona Miria- “Poi la sera stessa dopo la passeggiata ha iniziato a sentirsi male, e nei giorni successivi ha vomitato tre polpette della grandezza di una noce. Adesso posso solo sperare di poterlo presto riportare a casa con noi. Se dovessimo sopprimerlo, separarci da lui sarà uno strazio, ma vederlo soffrire in questo modo è ancora più doloroso. E' stata una cattiveria inaudita, un gesto atroce verso di noi e soprattutto verso il cane”. 

In entrambi i casi, l'ipotesi dell'avvelenamento resta la più accreditata: “Sia Darko che il pitbull erano cani perfettamente sani -spiega ancora Miria- E dagli esami effettuati in questi giorni non risulta l'insorgenza di alcun tipo di malattia: il veterinario stesso sostiene la possibilità di avvelenamento da sostanza tossica”.

A febbraio era successo a Romeo, un labrador di appena 9 mesi della Scuola Nazionale cani guida per ciechi di Scandicci, forse anche lui vittima di un boccone avvelenato ingerito durante la passeggiata in un campo nei pressi del cimitero di Antella. Pochi giorni dopo lo stesso destino toccò a Marley, cagnolina deceduta tra atroci sofferenze, probabilmente dovute all'ingestione di una polpetta a base di antigelo nella stessa zona in cui si trovava il piccolo labrador.

Nonostante l'allarme dei residenti, gli incontri pubblici dedicati al tema e i numerosi volantini affissi in zona per segnalare a presenza di questo pericolo, gli episodi di possibile avvelenamento non sembrano arrestarsi. Sempre a Grassina, una polpetta contaminata sarebbe stata gettata persino in un giardino privato e subito ingerita da uno dei 4 cani presenti. L'animale si sarebbe salvato in seguito all’intervento tempestivo dei padroni di casa, che grazie a dell’acqua ossigenata gli avrebbero fatto espellere il boccone tossico. 

Nella zona di Ponte a Ema, una bambina avrebbe poi rinvenuto e raccolto una polpetta avvelenata. Inconsapevole del pericolo, la piccola si è presentata a casa dalla madre, a cui avrebbe consegnato il boccone precedentemente raccolto, per fortuna senza averlo ingerito. Il genitore ha immediatamente informato le autorità sull'accaduto. 

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