Campi, da immobile delle mafie a casa per i ragazzi fragili 

Accoglierà ragazzi privi di riferimenti parentali o provenienti da situazioni particolarmente disagiate

L'immobile di via delle Viole

Nuova vita per l’immobile confiscato alle mafie in via delle Viole a Campi Bisenzio. L’appartamento, un tempo tra i beni di una organizzazione dedita ad attività illecite, è oggi destinato ad un progetto educativo abitativo. Dopo la manifestazione d’interesse del Comune di Campi Bisenzio all’acquisizione dell’immobile, l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha destinato il bene. La consegna delle chiavi da parte del prefetto di Firenze Alessio Giuffrida al sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, è avvenuta il 21 settembre.
 
Il progetto educativo è stato formulato dalla Diaconia Valdese a seguito di una manifestazione di interesse indetta dalla Società della Salute (SdS) zona fiorentina nord ovest, conseguente ad una delibera regionale per l’attivazione di progetti sperimentali destinati ad istituire “Appartamenti per l’autonomia”, per l’accoglienza residenziale di minori e neo maggiorenni. Attraverso questo progetto la SdS della zona nord ovest di Firenze risponde a un bisogno emerso anche sul proprio territorio: offrire accoglienza, tutela e protezione a ragazzi in età tra i 16 ed i 21 anni, perlopiù maschi, e privi di riferimenti parentali o provenienti da situazioni particolarmente disagiate.

Nel caso della struttura di via delle Viole l'accoglienza è riservata a 6 minori o neo maggiorenni in età fra i 16 e i 21 anni. Per loro il Servizio Sociale Professionale della SdS prevede un progetto che ha come obiettivo finale il raggiungimento dell’autonomia personale, lavorativa e abitativa. Gli ospiti di via delle Viole sono aiutati grazie a un percorso integrato con le risorse del territorio, a sviluppare le capacità cognitive e relazionali e a integrarsi nell'ambiente di vita con la partecipazione ad attività di socializzazione e formative. 

I ragazzi intraprenderanno un percorso formativo che terrà conto delle loro capacità, attitudini e interessi. L’accoglienza può durare in media da uno a tre anni. Potranno essere presi in considerazione percorsi di affido con l'obiettivo di coinvolgere i familiari nel progetto individuale del minore. Periodicamente verrà verificato l'andamento del percorso in condivisione con i Servizi territoriali.
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“Il progetto “Le Viole” – dichiara il presidente della Società della Salute, Enrico Panzi – merita di avere il giusto interesse mediatico per due notevoli peculiarità. La prima è il recupero per finalità sociali di un bene confiscato alle mafie, cioè si restituisce alla comunità ciò che la criminalità aveva sottratto; la seconda è che questo recupero diventa un progetto per minori fragili che diventeranno cittadini consapevoli, cioè gli effetti benefici di questa operazione si propagheranno nel tempo. Quest’attenzione alla prospettiva è il modo con cui in SdS fiorentina nord ovest proviamo a sviluppare l’innovazione del welfare”. "

“Siamo di fronte ad un bellissimo rovescio della medaglia” – dichiara il sindaco Emiliano Fossi –. “Ciò che era usato per distruggere valore ora lo crea per tutta la Comunità: daremo il benvenuto a ragazzi che potranno godere di un luogo bello e sicuro, al centro di un progetto che li aiuterà a diventare cittadini adulti. Mi sembra una cosa bellissima.”

Presente all’iniziativa, tra gli altri, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha ricordato l’importanza dell’impegno di tutti nella lotta alla corruzione e alle mafie, senza delegare ad altri “un cambiamento che sta in ciascuno di noi”.

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