Campi Bisenzio: fatture false, sequestrati 6 milioni di euro a un'azienda

Un'operazione della guardia di finanza

Il denaro sequestrato dalle fiamme gialle

Questa mattina i militari della guardia di finanza di Firenze, su disposizione del gip Agnese Di Girolamo, hanno dato esecuzione di un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di conti correnti, beni mobili e immobili fino alla somma di 6 milioni di euro, nella disponibilità di una ditta di Campi Bisenzio, della sua titolare e di altri due co-gestori e amministratori di fatto, ritenuti responsabili di aver utilizzato fatture false per evadere il Fisco.

L’indagine, coordinata sostituto procuratore Fabio Di Vizio,  trae origine da una verifica fiscale a una ditta individuale, facente capo a un persona di etnia cinese, operante nel settore della produzione di borse e accessori in pelle per conto di una famosa griffe famosa su tutto il territorio mondiale, risultata estranea ai fatti.

In particolare, le attività esperite nel corso della verifica hanno evidenziato due distinte condotte da parte della titolare, accomunate dallo scopo di diminuire i ricavi dichiarati al Fisco derivanti dalla produzione di borse e accessori in pelle: da una parte l’indagata ha registrato in contabilità costi superiori a quelli effettivamente sostenuti; dall’altra si è rivolta a soggetti economici “esistenti”, ma che di fatto non hanno mai operato, “commissionando” l’emissione di fatture per operazioni mai avvenute.

I finanzieri hanno riportato i fatti alla Procura della Repubblica di Firenze, che ha delegato ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria, a seguito dei quali è stato evidenziato il ruolo attivo nella gestione della ditta individuale di altre due persone, parenti dell’indagata, che è sempre rimasta la “dominus” di fatto della ditta.

Lìattivita delle fiamme gialle ha portato al sequestro di diversi beni: 6 autovetture, di cui 4 di lusso (Audi Q5 TDI quattro, Audi A6 3.0 TDI, Range Rover Evoque SD4 e Mercedes ML 320), denaro contante per un valore superiore ai 100mila euro, preziosi di varia natura, 25 monete d’oro, lingotti e statuette. Si sta inoltre procedendo anche al sequestro di una villa, costituita da 2 immobili, del valore di circa mezzo milione di euro nella disponibilità di uno degli indagati tramite prestanome.

 

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