Camorra, soldi dei Casalesi per entrare in un ristorante vip dell'Oltrarno

Un arresto e tre indagati al termine di un'indagine della DDA di Napoli

La figlia e il genero di Cavalli

Investire i proventi dei traffici illeciti per rilevare le quote di un ristorante dell'Oltrarno. Questo quanto emerso dalle indagini della DDA di Napoli terminate oggi con un'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giordano Arbolino, considerato esponente del clan dei Casalesi fazione Schiavone. Arbolino è indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni.

Nell'ambito della stessa operazione, i carabinieri di Casal di Principe (Caserta) hanno inoltre notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altri tre indagati: Joseph Danilo Iacoviello (genero di Roberto Cavalli, lo stilista è estraneo alla vicenda),  Alessandro Gigante e Antonio Esposito, indiziati in concorso tra loro di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita con l'aggravante del metodo mafioso e intestazione fittizia di beni commessi con il metodo mafioso e per agevolare il clan camorristico in concorso con Arbolino.

Secondo quanto ritenuto dal gip nell'ordinanza, Arbolino avrebbe, per conto e nell'interesse del clan dei Casalesi, commesso numerose estorsioni ai danni di esercenti commerciali della provincia di Caserta e reimpiegato i proventi derivanti dai traffici illeciti del clan in attività economiche e di ristorazione, avvalendosi del contributo di "prestanome" compiacenti.  

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In particolare, Iacoviello, napoletano trapiantato a Firenze, gestore del ristorante “Il Cabreo” (intestato alla società Onda s.r.l.), avrebbe proposto ad Arbolino di rilevare le quote della società alla quale il ristorante era intestato. Arbolino, dopo aver ottenuto dal gruppo Schiavone il "placet" e i capitali necessari all'investimento, avrebbe accettato la proposta formalizzando in due tranche l'acquisto delle quote societarie intestandole fittiziamente ai prestanome Gigante e Iacoviello. Nell'operazione i tre sarebbero stati coadiuvati da Esposito che avrebbe fornito consigli sulle modalità con le quali portare a termine le operazioni di intestazione e reimpiego. Nel corso della perquisizione domiciliare nell'abitazione di Arbolino, i carabinieri  hanno trovato, interrata in un vaso, una pistola Beretta 84f calibro 9 corto, risultata rubata a Napoli l'8 settembre 2013, completa di caricatore.

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